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Martedì, 7 Febbraio 2023
Cronaca

Aumenti benzina e diesel: cosa farà il governo

I prezzi sono in risalita ovunque e causeranno anche aumenti dei prezzi degli alimenti perché il trasporto delle merci sarà più costoso. Tutti gli scenari

I prezzi dei carburanti sono tornati prepotentemente a salire negli ultimi giorni. La benzina in modalità self viaggia abbondantemente sopra quota 1,8 euro al litro, mentre il gasolio al servito ha sfondato la soglia psicologica dei 2 euro. Il mancato rinnovo al taglio delle accise non solo ha fatto schizzare al rialzo i prezzi alla pompa, ma ha riportato l'Italia tra i paesi più cari d'Europa sul fronte dei carburanti. Attualmente il nostro paese, con una media di 1,891 euro al litro, occupa la terza posizione in Ue per il prezzo più alto del gasolio, dietro solo a Svezia e Finlandia, mentre siamo al quarto posto per la benzina (1,827 euro/litro). Prima del rialzo delle accise l'Italia era al dodicesimo posto in Europa per il diesel, al decimo per la benzina.

L'aumento di benzina e diesel preoccupa

Se si considerano solo le imposte, l'Italia occupa il primo posto in classifica per la tassazione sul gasolio, con ben 0,958 euro di tasse su ogni litro di diesel. Rispetto alla media europea, gli italiani pagano un litro di benzina 24,8 centesimi di euro in più, 24,2 centesimi il gasolio, secondo i calcoli di Assoutenti. "Il confronto europeo dimostra come gli automobilisti italiani paghino lo scotto di una tassazione abnorme che porta i listini alla pompa ai livelli più alti d'Europa - afferma il presidente Furio Truzzi - Ci chiediamo se la premier Meloni abbia contezza di tali numeri e se intenda intervenire per evitare una nuova emergenza economica che avrà inevitabili pesanti effetti diretti e indiretti per famiglie e imprese". Trasportounito denuncia: "Le imprese di autotrasporto, anche a causa di questa distorsione, hanno raggiunto un livello di indebitamento medio ad alto rischio". 

Non è tutto, purtroppo. I rialzi di questi ultimi giorni avranno effetti pesantissimi sulle tasche delle famiglie e delle imprese perché oltre ad aggravare la spesa per i rifornimenti determineranno ulteriori aumenti dei listini al dettaglio a causa proprio dei maggiori costi di trasporto. L'associazione Consumerismo No Profit avverte che il caro benzina causerà aumenti dei prezzi degli alimenti perché il trasporto delle merci sarà più costoso. L'impatto è stimato tra lo 0,3% (nella migliore delle ipotesi) e lo 0,6% (nella peggiore). 

Ci sono già dei casi limite. In base agli ultimi dati disponibili, sull'isola di Vulcano il gasolio ha raggiunto quota 2,349 euro al litro in modalità servito, 2,239 euro/litro la benzina - denuncia il Codacons in un comunicato. A La Maddalena, in Sardegna, la benzina sale a 2,087 euro al litro, 2,229 euro il gasolio. A Ischia un litro di verde costa oggi 2,054 euro, il diesel vola a 2,104 euro. Proibitivi i prezzi in autostrada, dove in modalità servito la benzina arriva a costare 2,392 euro/litro sulla A1 Roma-Milano, e il gasolio viaggia verso 2,5 euro al litro (2,479 euro); sulla Autostrada A4 Brescia-Padova benzina a 2,384 euro/litro, diesel 2,449 euro/litro - rileva il Codacons nel suo monitoraggio. "I prezzi dei carburanti sembrano fuori controllo, e dopo lo stop al taglio delle accise si assiste a forti incrementi dei listini alla pompa in tutto il territorio, la cui entità non sembra in alcun modo giustificata dall'andamento delle quotazioni petrolifere - afferma il presidente Carlo Rienzi - Per tale motivo abbiamo presentato un esposto a 104 procure di tutta Italia e alla guardia di finanza, chiedendo di indagare sui prezzi di benzina e gasolio allo scopo di accertare eventuali speculazioni o rialzi ingiustificati dei listini". L'addio allo sconto delle accise sui carburanti era fondato su un calo delle quotazioni del petrolio. Che però non ha impedito i rincari. Se ci siano o meno speculazioni, e di che portata, lo potranno stabilire solo eventuali inchieste, i cui tempi sono estremamente dilatati. 

Perché i prezzi stanno aumentando

Per effetto della mancata proroga al taglio delle accise la maggiore spesa per i rifornimenti raggiungerà nel 2023 un totale di +366 euro a famiglia, secondo alcune stime, a cui vanno aggiunti gli effetti indiretti in termini di rincari a cascata sui listini dei prodotti trasportati e sulle tariffe di una moltitudine di servizi. Il pieno di benzina costa in media almeno 7-8 euro in più rispetto a una settimana fa, oggi come oggi. La situazione è complicata. A spingere i prezzi non sono state solo le accise "ritornate". Dal primo gennaio sono infatti salite altre due voci che incidono sui prezzi finali: il costo di miscelazione dei biocarburanti nei carburanti “fossili”, passato da 5,5 a 6 centesimi al litro; e i "delta" che le compagnie applicano sul Platts ai rivenditori. Quanto a questa seconda voce, nei giorni scorsi sono state riportate indiscrezioni su incrementi tra 10 e 45 euro per mille litri (pari a 1-4,5 cent/litro). Balzelli che avranno effetti sull'extrarete e soprattutto sulle "pompe bianche", dove cioè è per lo più destinato il prodotto ceduto dalle compagnie ai rivenditori. 

Non tutti condividono l'allarme lanciato dai consumatori sul prezzo dei carburanti sulla rete autostradale: il prezzo medio nazionale e a 1,83 euro per la benzina e a 1,89 euro per il diesel. La risalita dai minimi di 1,6 euro è però evidente, ma siamo ancora lontani dall'allarme venutosi a creare a inizio 2022 quando il prezzo era arrivato a 2,2 euro: oggi in Italia ci sono ancora diverse pompe con la benzina sotto quota 1,8 euro. Saranno decisivi i prossimi giorni per capire che piega stia prendendo la situazione.

petrolio russo. E anche se l'Italia ha una percentuale minima di importazioni di greggio da Mosca, preoccupa comunque il governo la possibilità che i rialzi negli altri Paesi europei finiscano per incidere indirettamente anche su di noi".

Ogni mese di sconto sulle accise, per come lo aveva congegnato il governo Draghi, costa alle casse dello Stato un miliardo di euro. La contro-narrazione che i partiti di maggioranza provano a imbastire, costruita sulla "speculazione" delle compagnie petrolifere, potrebbe non essere compresa, nemmeno dagli elettori del centrodestra. Sui tagli alle accise la premier Giorgia Meloni e il vicepremier Matteo Salvini hanno costruito una certa parte della loro propaganda politica.

Fonte: Today 

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