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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Cronaca Venetico

Aurelio Visalli morto per salvare un ragazzo nelle acque di Ponente, archiviato il caso

Non ci sono stati responsabili per la tragedia in cui ha perso la vita il sottufficiale "eroe" della Guardia costiera della Capitaneria di Milazzo

Non ci sono stati responsabili per la morte di Aurelio Visalli, il sottufficiale della Guardia costiera della Capitaneria di Milazzo morto a 40 anni per salvare la vita a un giovane nelle acque del mare di Ponente.

A distanza di tre anni dalla tragedia il gip Giuseppe Sidoti ha ordinato l’archiviazione del procedimento. Prosciolti i due i sottufficiali della Guardia Costiera che intervenirono con Visalli. Emanuele Sufrà, 42 anni, e Francesco Amante, 43 anni, entrambi di Messina, difesi dagli avvocati Pietro Luccisano e Salvatore Silvestro, erano indagati per l’ipotesi di omicidio colposo.

I due militari "nell’espletamento delle rispettive mansioni hanno osservato le disposizioni che regolavano l’intervento, senza impartire alcuna disposizione né omettendo qualsivoglia osservanza a diverse regole prudenziali che possano essere individuate come causa del decesso del loro collega. Nessuna ulteriore attività d’indagine appare doverosa o necessaria, e dunque il procedimento deve essere archiviato, con conseguente restituzione degli atti al pubblico ministero".

Dal settembre 2020 ad oggi sono state due le inchieste aperte su quanto accaduto quel 26 settembre 2020, di cui la seconda scaturita da un supplemento di indagini approfondite con la perizia di un collegio di esperti e un incidente probatorio.

Per il gip Sidoti la richiesta "merita accoglimento, perché risponde alle risultanze investigative, frutto di un’indagine complessa ed esaustiva, corredata da obiettive risultanze documentali e riscontri dichiarativi". Nella premessa, il giudice specifica: "In forza delle plurime acquisizioni, della puntuale ricostruzione operata, anche grazie al contributo professionale fornito da periti di indiscussa competenza e professionalità, nella vicenda in esame non si ravvisano profili di responsabilità nella causazione del decesso del secondo capo Aurelio Visalli, che a prezzo della propria vita ha onorato la sua appartenenza alla Guardia costiera, operando al fine esclusivo di salvare una vita in mare".

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