Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Giampilieri

Giampilieri, l'abbraccio tra istituzioni e cittadini nel ricordo di chi è stato portato via dall'alluvione

La cerimonia nella piazza principale del villaggio. Presenti le più importanti autorità politiche e istituzionali. Spesi 227 milioni per 250 interventi. La forza di chi è rimasto: "Abbiamo tirato fuori l'orgoglio e siamo rinati dalle macerie"

Basta guardare il volto di chi è rimasto a Giampilieri per capire che quel 1 ottobre 2009 ha segnato per sempre un'intera comunità.

A dieci anni dalla terribile alluvione che strappò alla vita 37 persone l'intera Messina si è stretta attorno ai residenti dei luoghi colpiti.

Un abbraccio collettivo che ha avuto il suo centro proprio in Giampilieri che questo pomeriggio ha ospitato politici, autorità, forze dell'ordine, sindacalisti e semplici cittadini nel momento più atteso della tre giorni di appuntamenti organizzata da Palazzo Zanca per ricordare quel tragico evento.

La piazza del paese, totalmente rifatta grazie alle opere di messa in sicurezza, ha ospitato una toccante cerimonia presentata dalla giornalista Barbara Turati.

Sono intervenuti il sindaco Cateno De Luca, accompagnato da quasi tutta la sua giunta, il prefetto Maria Carmela Librizzi, il questore Vito Calvino e i rappresentanti delle forze dell'ordine. Tra i presenti anche l'arcivescovo Giovanni Accolla e monsignor Cesare Di Pietro.

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Assente il presidente della Regione Nello Musumeci, intervenuto invece a Scaletta Zanclea. A rappresentarlo l'assessore Bernadette Grasso. Da Palermo anche i deputati messinesi dell'Ars Valentina Zafarana, Danilo Lo Giudice e l'ex parlamentare Filippo Panarello. 

Ma soprattutto c'erano gli abitanti dello storico villaggio, in grado di rialzarsi nonostante quelle ferite che fanno ancora male. Tutti uniti in un Comitato che dal giorno dopo l'alluvione si è rimboccato le maniche per aiutare i soccorsi e ha detto no con fermezza all'idea di ricostruire altrove.

"L'unico nostro obiettivo - hanno ricordato Giovanni Fileti e Corrado Manganaro - è stato quello di rinascere. Portiamo nel cuore i nostri 19 morti, abbiamo ancora in mente il fango e i massi che occupavano le case. Ma oltre il dolore ci è rimasta impressa la generosità di volontari e forze dell'ordine. Da qui abbiamo trovato il coraggio di reagire, dicendo no a chi voleva ricostruire Giampilieri altrove. Il nostro ultimo pensiero va ai membri del comitato che non ci sono più, hanno lottato insieme a noi e diciamo loro grazie".

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Dopo dieci anni Giampilieri può essere considerato un modello da seguire nell'ottica della ricostruzione. Lo ha ribadito il dirigente generale della protezione civile Calogero Foti. "Fin da subito abbiamo agito per riportare la normalità e sono stati tanti i rami dell'amministrazione che si sono impegnati insieme alle forze dell'ordine. Oggi siamo in una situazione più favorevole. È stata una sfida che la Regione ha vinto contro chi considera poco professionali i siciliani. E' stato portato a termine un percorso virtuoso che ha visto 250 interventi per una spesa di 227 milioni di euro".

Passi avanti ne sono stati fatti, ma le criticità restano e il sindaco Cateno De Luca, durante il suo intervento, si è scagliato contro la burocrazia. "Non si possono rappresentare gli interessi di una comunità con una burocrazia borbonica. Abbiamo otto milioni da utilizzare per la manutenzione dei torrenti, ma la Regione deve ancora dare il via libera. La filiera è troppo lunga. Noi sindaci viviamo sulla pelle una grande responsabilità senza avere però strumenti perché il sistema non funziona come dovrebbe. Programmare interventi  per la mitigazione del rischio idrogeologico e l'erosione delle coste siginfica combattere con la lentezza di una macchina amministrativa inadeguata".

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Il primo cittadino ha poi illustrato gli interventi che l'amministrazione realizzerà per promuovere la vera rinascita di Giampilieri. "E' stata individuata una strategia che il ministero deve approvare. Sono previsti cinque milioni di euro per insediamento di nuove attività produttive che potranno utilizzare beni del Comune. Puntiamo a valorizzare prodotti tipici e antichi mestieri con un investimento a fondo perduto per il 75%. E' la nostra risposta a chi ha deciso di rimanere".

Tra le opere che Giampilieri attende con più ansia c'è la strada di collegamento al santuario della Madonna delle Grazie, il vero simbolo religioso del villaggio. A riguardo l'assessore Grasso ha rassicurato i presenti: "Attendiamo solo che le aree interessate vengano cedute al Comune, poi si potrà procedere per ricostruire il percorso. Devo dire grazie a chi ha deciso di rimanere, porterò alla Regione l'appello del sindaco De Luca". 

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