Cronaca

Autostrade, processo sugli incentivi progettuali: si torna in aula ma il Cas resta senza regolamento

Fumata nera per l'incontro con i sindacati chiesto dai vertici del consorzio che però ha chiamato al tavolo solo il settore Funzione pubblica

Il Cas resta  ancora senza un regolamento che stabilisca percentuali e modalità di assegnazione degli incentivi progettuali da suddividere tra i dipendenti del Consorzio autostrade.

Ci hanno provato i vertici del consorzio a porre fine a questa grave lacuna – che in passato ha prodotto inchieste giudiziarie sfociate in processi ancora in corso – convocando le organizzazioni sindacali. Al tavolo infatti non sono state chiamate le organizzazioni del settore autostrade ma  Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cobas, Sadir e Siad Funzione pubblica che – come scrive in risposta l’Ugl – non risultano firmatari di nessun contratto collettivo nazionale del lavoro tutt’oggi vigente presso il Consorzio autostrade.

“Qualunque accordo – scrive Ugl – sarebbe nullo”, se sottoscritto con i convocati di Funzione pubblica che sono di competenza dell’Aran.

Fumata nera dunque, ancora una volta, per uno dei provvedimenti più importanti del Consorzio. Filt Cgil, Cisl Reti, Uiltrasporti, Sla Cisal e Lata hanno infatti diffidato il direttore generale del Cas, Salvatore Minaldi a intraprendere qualunque tipo di concertazione o accordo con categorie diverse che non hanno rappresentanza contrattuale ne delega dei lavoratori.

Proprio oggi riparte intanto il processo sugli incentivi progettuali al Consorzio Autostrade. Previsto il controesame del colonnello Giuseppe Rua della Direzione investigativa antimafia, a capo del pool che ha messo a punto l’operazione Tekno2 - che nel 2017 ha portato alla sospensione dalle funzioni per sei dipendenti e il sequestro ad altri sei ex dirigenti -  per aver percepito incentivi progettuali anche per appalti di servizi - allora espressamente esclusi dagli incentivi, così come segnalato dal direttore generale Maurizio Trainiti al presidente Rosario Faraci.

Rua ha reso la sua testimonianza fiume, dalle 9 del mattino alle 6.30 del pomeriggio, già la prima settimana di novembre  dove ha potuto ricostruire le tappe dell’indagine che ha travolto vari funzionari e dipendenti del Cas che avrebbero intascato ingenti somme di denaro pubblico sfruttando il sistema degli incentivi.

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