Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca Tusa

Tusa, investì il vicino di casa: indagato per tentato omicidio

Avviso di garanzia e sequestro del furgone per un 62enne arrestato la notte del 15 luglio. Per il pm non si è trattato di incidente ma avrebbe agito per vecchi rancori “e futili motivi”

Con il suo furgone ha investito il vicino di casa in contrada Canale procurandogli lesioni per venti giorni. L'uomo, arrestato quella sera stessa, il 15 luglio, dovrà ora rispondere di tentato omicidio.

L'uomo, 62enne difeso dall'avvocato Santino Trovato, venne arrestato quella notte stessa dai carabinieri della stazione di Tusa, su disposizione del sostituto procuratore del Tribunale di Patti,  Alessandro Lia, e condotto nella propria abitazione in regime di arresti domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa della celebrazione dell’udienza di convalida. Il gip del Tribunale di Patti,  Ugo Domenico Molina, ha convalidato l’arresto e disposto per lo stesso di comunicare l’orario di partenza e di rientro alla polizia giudiziaria addetta ai controlli. 

Oltra l'altro colpo di scena con l'informazione di garanzia del pm pattese Andrea Apollonio e il sequestro del mezzo “per avere del tentato di uccidere”  il 46 anni residente a Tusa, ma nato a Cefalù.  “In particolare - si legge in provvedimento - con atti idonei, diretti in modo non equivoco a cagionare la morte investiva con il proprio furgone Fiat 127, di colore bianco, dopo averlo puntato e cambiato direzione a seconda degli spostamenti del bersaglio, che intendeva battere proprio N.G., il quale veniva proiettato sul cofano e sul parabrezza dello stesso furgone, rovinando poi a terra, procurandogli così lesioni giudicate guaribili dai sanitari in 20 giorni, omettendo l’indagato di prestare soccorso, proseguendo anzi la propria corsa, vettura che dopo infatti veniva accuratamente occultata”.

Il pm scrive inoltre chel fatto “è aggravato dall’avere agito per motivi abbietti o futili, ovvero sia per i pregressi litigi di vicinato con la persona offesa, fatto aggravato altresì dall’avere approfittato di circostanze di luogo che ostacolavano la privata difesa, essendo la strada dove è accaduto il fatto particolarmente stretta e nel punto dell’impatto, chiusa da una rete metallica, tanto che la stessa veniva divelta e danneggiata a seguito dell’investimento avvenuto a Tusa”.

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