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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

Tentativo di sfratto con tensione a Bordonaro, l’intervento dell’Unione Inquilini produce un rinvio

I casi di morosità sono diventati il 90%, un aumento vertiginoso dovuto soprattutto alla pandemia che non ha favorito il ricollocamento occupazionale di molte persone che non riescono più a pagare

Un fenomeno in crescendo, quello degli sfratti per morosità. Se quarant’anni fa in Italia erano il 30%, oggi si attestano drammaticamente al 90%. Una situazione aggravata ancora di più dalla crisi pandemica che, con la ripresa delle esecuzioni degli sfratti, ha portato a 130/150mila i nuclei familiari che rischiano di finire per strada. E anche a Messina è ripresa a pieno ritmo la macchina impietosa dell’esecuzione degli sfratti, mentre ancora tante famiglie di lavoratrici e lavoratori stentano a riprendersi economicamente dalla crisi pandemica.

Ieri il caso di una famiglia, monoreddito, composta da quattro persone. Un caso emblematico perché il debito per morosità si è accumulato a causa della disoccupazione e del lavoro intermittente proprio a ridosso della pandemia. 

Il padre da un anno a questa parte ha ripreso l’attività lavorativa ed è partito verso il nord per mantenere la propria famiglia. Una condizione di sofferenza economica che non ha consentito alla famiglia messinese di saldare finanche parzialmente i suoi pregressi debiti. 

Ieri, durante le operazioni di sfratto, si sono vissuti momenti di nervosismo, nonostante le intenzioni e i propositi concreti della famiglia di lasciare l’alloggio nell’arco di due mesi. 

“Tuttavia – sottolinea l’Unione Inquilini - per questa famiglia di Bordonaro, un villaggio di Messina con tante contraddizioni sociali, siamo riusciti a frenare l'impeto dei proprietari che pretendevano un intervento perentorio e muscolare della forza pubblica per l'esecuzione. Siamo riusciti con l’obiettivo di ottenere un differimento del prossimo accesso a giugno”.

“È del tutto evidente – aggiunge - che questa famiglia, oggettivamente colpita dalla crisi, come tante altre, ne uscirà con le ossa rotte ed in perfetta solitudine. Nel frattempo, con dignità, continuerà la ricerca di un'altra soluzione abitativa coadiuvata dal sindacato”. 

Le istituzioni non riescono, in questa fase, a garantire ristori adeguati alle famiglie le quali sostengono spese proibitive per il costo complessivo dell’abitazione, con rincari sulle utenze e sugli oneri condominiali del 50/60%. 

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