Cronaca

Baby gang e ragazzi in difficoltà, Laimo: “Prevenzione prima della repressione”

Il consigliere propone l’istituzione di centri d'ascolto con professionisti del sociale. "Occorre aiutare i ragazzi a creare una propria identità"

La violenza adolescenziale a Messina sembra essere diventata un vero pericolo sociale, a partire dai fenomeni accaduti negli ultimi giorni.

Ad intervenire sullo spinoso argomento il consigliere del quinto quartiere Franco Laimo, che sottolinea quanto sia necessario un intervento preventivo e protettivo attraverso punti fisici di professionisti, attivi nel sociale e che si occupano di educazione e formazione.

“Un  ‘grido di allarme’  lanciato  anche dal Garante dell' infanzia e adolescenza Angelo Costantino - scrive Laimo – che evidenzia con riconoscenza che, nonostante il controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine e l'intervento della magistratura minorile, la violenza e l'aggressività adolescenziale sono e rimangono dei gravi segnali che ci stanno ad avvisare che qualcosa non va nei nostri sistemi di prevenzione”.

Secondo il consigliere Laimo, alla base di questi comportamenti ci sarebbe il desiderio di affermare la propria indipendenza, che li spinge a mettersi alla prova nei modi più svariati e negativi possibili, spesso gestiti male, che incidono nel modo di relazionarsi con i coetanei e la società.
 
“Occore agire ed intervenire - precisa Laimo - su tali comportamenti a rischio, atteggiamenti se pur negativi ma che racchiudono un modo estremo di veicolare in maniera aggressiva, le proprie informazioni-continua Laimo- poiché l'individuo adolescenziale tende a negare e minimizzare il problema, esprimendo la sua rabbia e rifugiandosi nella propria fantiasia, mettendosi alla prova e testando i propri livelli di autonomia, bisogna attuare sistemi preventivi sociali che possano fungere da supporto e aiuto immediato”.

Laimo punta quindi alla prevenzione prima di tutto attraverso l’istituzione di punti fisici attraverso figure specifiche come assistenti sociali, pedagogisti, educatori socio-pedagogici, mediatori familiari, mediatori culturali e psicologi  perché tali fenomeni vanno inseriti in contesti più ampi: genitorialità infficace, mancanza di comunicazione tra figli e genitori che spesso non sanno cosa fanno i loro ragazzi. 

“L'adolescenza - conclude il consigliere -  rappresenta un periodo caratterizzato da cambiamenti biologici, affettivo-relazionali, sociali, comportamentali e cognitive- conclude Laimo- occorre aiutare tali ragazzi a creare una propria identità in un confine che lascia fuori tutte le cattive azioni, attivando un sistema preventivo e protettivo, che sia supportato da professionisti del settore, ideando e creando situazioni professionali che davvero fungano da spalla ad una società deteriorata e frammentata, dove al centro stanno proprio loro, i giovani ed i giovanissimi".
 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Baby gang e ragazzi in difficoltà, Laimo: “Prevenzione prima della repressione”

MessinaToday è in caricamento