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Bacio gay di Achille Lauro, “frase omofoba di Principato”: chieste le dimissioni

La richiesta di Cmdb e della associazioni della comunità LGBTQ+ dopo un commento social dell'architetto sull'esibizione a Sanremo: “Ennesimo attacco omolesbobitransfobico targato De Luca&Co”

Baci omosex, corone di spine e simboli religiosi, ammiccamenti Lgbtq.

Tutto già visto, quando la musica aveva ben altri miti. Ma le polemiche che sono scaturite dall’ultimo festival di Sanremo non accennano a diminuire e registrano qualche strascico anche in riva allo Stretto.

Complice un commento su facebook del componente del Cda del Teatro di Messina, Nino Principato, che postando il bacio di Achille Lauro e Boss Doms ha parlato di “ostentazione di cattivo gusto in una televisione pubblica di stato dove esiste un garante (superpagato)”, che “andava assolutamente evitata, oltretutto non fa bene alla giusta causa dei diritti gay”.

Forse uno dei commenti più “teneri” letti sullo show ma è bastato alle associazioni della comunità Lgbtq+ per insorgere chiedendo le dimissioni.

“Una esternazione ignorante”, la bollano “Makwan” Arcigay Messina&Liberazione Queer+ Messina  “che contribuisce al clima di odio attorno alla comunità Lgbtq+: questo clima di marginalizzazione è una delle cause della violenza omolesbobitransfobica che viviamo ogni giorno sulla nostra pelle, nella nostra città e non solo”. 

Per le associazioni a nulla vale la frase di Principato “che non ha nulla contro gli omosessuali, pensando che questa magica frase possa permettergli di essere omofobo senza conseguenze”. 

Per le associazioni è “l‘ennesimo attacco omolesbobitransfobico targato “De Luca&Co” e ricordando anche il commento “transfobico e misogino” dell’ex assessore Trimarchi nei riguardi della capitana Carola Rackete e le polemiche sulla concessione del patrocinio alla manifestazione del Pride.

«Abbiamo perso il conto – scrivono ancora – degli insulti e delle affermazioni da Medioevo (lungi da noi ritenerla un’epoca solamente negativa) dei suoi sostenitori; infatti, le recenti vicende riguardano la reazione dei suoi sodali al comunicato di qualche giorno fa sulla vicenda Tringali, che vedeva Liberazione Queer+ Messina e Arcigay Messina tra i firmatari (casualmente, ad essere insultati siamo stati solamente noi che rappresentiamo la comunità Lgbtq+). È finito il tempo della bagarre politica: la nostra comunità chiede fortemente le dimissioni di Principato, richiesta che abbiamo rivolto direttamente anche al sindaco ed al sovrintendente, per la tutela di quel che resta dei diritti delle persone che tentano di vivere in un clima così avvelenato. Chiediamo perciò che rinunci al suo incarico quale membro del Cda dell’ente Teatro al più presto e che il sindaco De Luca affronti l’emergenza omolesbobitransfobia nella nostra città da lui avviata», concludono. 

Si associa alla richiesta di dimissioni avanzata dalle associazioni Liberazione Queer+ Messina e Arcigay amche Cambiamo Messina Dal Basso. “L'architetto Nino Principato, non nuovo alle polemiche facebook - scrivono - questa volta si arroga il diritto di dire cosa fa bene e cosa non fa bene ad una causa, mostrando che dietro il "non ho nulla contro gli omosessuali" si nasconde un "non ho nulla contro chi fa come la penso io". Ci duole dover essere proprio noi ad informare l'architetto Principato che la libertà di essere, di esistere, di mostrarsi come si è non ha bisogno della sua accettazione; ci sentiamo di invitarlo ad allargare i suoi orizzonti perché o si crede nella libertà altrui o la si odia. E pur sapendo da che parte vuole stare, noi crediamo che un cambiamento reale sia sempre possibile”.

Anche Cmdb da riferimento “agli accoliti di De Luca”.  Dalle dichiarazioni di Trimarchi sulla capitana Carola Rackete alla concessione sul filo di lana del patrocinio alla manifestazione del Pride.

“Potremmo fare una lunga lista di atteggiamenti autoritari, di insulti e di violenza che trasuda da coloro che sono conniventi con questa politica - scrivono - Una lunga lista che comprende anche le dimostrazioni di superiorità dell'assessora Tringali nei suoi goliardici (quelli sì) festeggiamenti del suo compleanno in piena pandemia, in barba a qualsiasi regola vigente e a qualsiasi rispetto verso gli studenti che non possono nemmeno andare a lezione in presenza".

articolo modificato alle 15.50 del 9 marzo 2021 // aggiunte reazioni Cmdb

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