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Domenica, 14 Agosto 2022
Le nuove regole

Cosa cambia da oggi per chi paga con bancomat e carte, multe ai commercianti che non li accettano

Entrano in vigore le norme che prevedono l'applicazione di sanzioni per le attività che rifiutano le transazioni elettroniche (a prescindere dalla cifra). Ecco tutte le cose da sapere

Da oggi, giovedì 30 giugno 2022, scattano le multe per commercianti, artigiani e professionisti che non consentono ai propri clienti di pagare con carte di credito o debito tramite Pos, il dispositivo elettronico che consente di utilizzare le carte. Entrano in vigore, infatti, le nuove regole contenute nell'ultimo decreto per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr): prevedono non più solo l'obbligo di accettare i pagamenti elettronici, ma anche l'applicazione di sanzioni in caso di mancato adeguamento alla normativa. L'obiettivo delle nuove regole è quello di perseguire in ogni modo e a ogni livello l'evasione fiscale. Per questo il decreto legge 36 del 30 aprile 2022 del Consiglio dei ministri ("Ulteriori misure urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza Pnrr") ha anticipato di sei mesi l'entrata in vigore delle multe.

Le multe per chi non accetta pagamenti col Pos, da oggi

Negli ultimi anni le sanzioni sono state al centro di molti provvedimenti, ma non sono mai entrate effettivamente in vigore: spesso sono state le forze politiche a premere per fare marcia indietro. Questa volta, invece, il testo uscito dal Consiglio dei ministri non è stato modificato dal Parlamento e così, a partire da oggi, scatteranno le multe. Per chi rifiuta il pagamento elettronico, a prescindere dalla cifra, ci sarà una sanzione amministrativa di 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l'accettazione. Un esempio sarà forse utile a comprendere meglio il meccanismo: per uno scontrino di 100 euro a cui sia negato il pagamento con carta, la sanzione per l'esercente sarà pari a 30 euro, a cui aggiungere il 4% di 100 euro, per un totale quindi di 34 euro.

L'elenco delle categorie interessate è lungo: dagli artigiani come falegnami, fabbri e idraulici, a ristoratori e baristi, a negozianti e anche ambulanti. L'obbligo riguarda poi anche notai, avvocati, ingegneri, geometri, commercialisti, medici, consulenti del lavoro e dentisti. Le associazioni dei consumatori da una parte plaudono alla novità, ma dall'altra sottolineano la necessità di ridurre i costi di gestione della moneta elettronica per incentivare il suo corretto utilizzo. Inoltre, lanciano l'allarme sugli "escamotage" a cui commercianti e professionisti potrebbero fare ricorso per aggirare le multe.

Il Codacons ha spiegato che le disposizioni "escludono l'obbligo di pagamento con il Pos in caso di oggettiva impossibilità tecnica: il commerciante che dichiara di avere il Pos fuori uso non è passibile di sanzione. Non solo. Per essere in regola con la nuova norma, esercenti e professionisti potrebbero limitarsi ad accettare anche un unico circuito e una sola tipologia di carta di debito (per esempio il bancomat) e una sola di credito, restringendo così il diritto degli utenti a pagare con Pos". Assoutenti, invece, ha sottolineato che i costi legati al Pos a carico dei commercianti restano tuttora elevati. Per l'associazione "è necessario azzerare del tutto le commissioni interbancarie e gli altri balzelli richiesti agli esercenti".

I bonus per chi deve mettersi in regola con il Pos

Fino al 30 giugno, il governo ha prorogato tre incentivi per agevolare chi deve mettersi in regola con il Pos. Si tratta del credito d'imposta sulle commissioni relative a pagamenti con Pos; il credito d'imposta per l'acquisto, il noleggio o l'utilizzo di Pos collegati ai registratori di cassa; il credito d'imposta per l'acquisto di sistemi evoluti di incasso, che contestualmente al pagamento consentono anche la memorizzazione e la trasmissione telematica dei dati. Cerchiamo di fare chiarezza. Per quanto riguarda la prima agevolazione, per il credito d'imposta sulle commissioni maturate per i pagamenti elettronici è previsto un bonus del 100% per le somme addebitate sulle transazioni con carte o bancomat mediante strumenti collegati a registratori di cassa. Il diritto al credito d'imposta in misura integrale è però previsto per un periodo limitato e proprio fino a oggi, 30 giugno 2022. Dal 1° luglio si tornerà alla misura originaria, che sarà quindi pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate.

La seconda agevolazione, invece, riguarda il credito d'imposta per l'acquisto, il noleggio o l'utilizzo di strumenti che consentono ai consumatori finali di pagare con carte e bancomat. Il bonus spetterà esclusivamente in caso di acquisto di Pos collegati ai registratori di cassa telematici, per un importo massimo di 160 euro. Il valore del credito d'imposta riconosciuto per professionisti e imprese che si dotano di Pos cresce per gli strumenti più evoluti: chi si dota di strumenti di pagamento elettronico che consentono anche la memorizzazione e la trasmissione dei dati, infatti, potrà contare su un bonus fino a 320 euro per soggetto. I crediti d'imposta non concorrono alla formazione del reddito del beneficiario e possono essere utilizzati esclusivamente in compensazione dopo aver sostenuto la spesa.

Fonte: Today.it

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