Cronaca

Messina Social City, pedagogisti pronti a impugnare il bando per educatori: "Non rispetta la normativa"

L’Apei ha segnalato per la seconda volta le irregolarità e si rivolgeranno al Ministero. Contestano in particolare il diploma previsto come titolo mentre la normativa attuale prevede la laurea in settori specifici, come pedagogia e scienze affini

“I bandi della Messina Social City non sono in regola per il reclutamento dei maestri, degli educatori e degli insegnanti”. E’ questo, in sintesi l’allarme dell’Apei, una delle due associazioni che raggruppa i pedagogisti italiani. Hanno segnalato di nuovo e si rivolgeranno al ministero per sanare anomalie che ritengono gravissime, soprattutto se si considera quanto delicata è una selezione finalizzata alla gestione dei più piccoli.

Il bando sott’accusa è l’avviso di selezione per soli titoli per la formazione di una graduatoria per la stipula di contratti di lavoro subordinato a tempo determinato di educatori  di categoria D livello economico I del Ccnl cooperative sociali per esigenze temporanee.

L’Apei ha segnalato per la seconda volta le irregolarità e si rivolgeranno al Ministero. Contestano in particolare il diploma previsto come titolo mentre la normativa attuale è chiara e prevede la laurea in settori specifici, come pedagogia e scienze affini.

Proprio su questi presupposti l’Apei, impugnerà il bando, così come avvenuto già per l’avviso “Mamme di giorno” sul quale il ministero ha già avuto modo di richiamare al rispetto delle normative chiedendo di allineare le regole previste a quelle utilizzate per gli asili nido.

"Educatori non ci si improvvisa", era l’appello dei pedagogisti, che ricordavano la necessità di una specifica qualificazione universitaria nell’offerta dei servizi educativi per l’infanzia, così come previsto dalla normativa nazionale e come evidenziato anche dall’ex Garante per l'Infanzia. E lo stesso diktat, arrivato anche dal ministero, si ripropone ora per il nuovo reclutamento.

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