Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Milazzo

Giallo sul bando della Regione per Le Cupole di Milazzo, i soldi degli imprenditori finiscono in un conto sbagliato

La denuncia del consigliere comunale Gaetano Nanì che ha invitato l’amministrazione comunale ad attivarsi per far luce su quanto realmente accaduto e sollecitare una rapida soluzione della vicenda

E' stato per anni uno dei punti fermi della movida non solo a Milazzo ma da tutta la provincia di Messina. Oggi è ridotto a discarica, abbandonato da una quondicina d'anni. Stiamo parlando delle Cupole, uno dei 27 beni immobili situati sul demanio marittimo in sei province dell’isola, che la Regione ha messo a bando. Ma chi ha presentato le offerte l'estate scorsa, mettendoci anche soldi, non ne ha avuto più notizie.

E' la denuncia del consigliere comunale Gaetano Nanì che ha invitato l’amministrazione comunale ad attivarsi per far luce su quanto realmente accaduto e sollecitare una rapida soluzione della vicenda.

“E’ a dir poco assurdo - spiega il consigliere - per non voler usare termini ancora più pesanti quanto appreso oggi sugli organi di stampa in merito al ritardo di definizione dell’area Ex Cupole per errori che sarebbero stati commessi dalla burocrazia regionale”.  

A bando i gioielli del Demanio Marittimo, c'è anche Le Cupole

“Il nostro territorio e coloro che vogliono dare turismo, e che hanno manifestato la volontà di ripristinare un’area da decenni abbandonata, creando servizi per i cittadini, non possono essere lasciati soli ma devono ricevere il supporto delle istituzioni locali. Quanto avvenuto a Palermo lascia sconcertati e senza giustificazione. Non è possibile, nel 2020, che imprenditori partecipano ad un bando dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente, versino addirittura delle somme, così come prevede la proceduta di gara, e si ritrovino poi senza notizia per mesi e mesi e addirittura con quelle somme versate, pare su un conto sbagliato, pure bloccate. E sappiamo come più che mai oggi la liquidità sia fondamentale per l’esistenza in vita delle aziende. Chi pagherà questo errori? Al momento solo l’imprenditore e i cittadini che da anni attendono che quell’area ridotta in discarica torni ad essere un luogo di aggregazione e di sviluppo della riviera di Ponente”.

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