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Giovedì, 7 Luglio 2022
Cronaca

Mamme di giorno e nidi famiglia, continua lo scontro tra i pedagogisti e Messina social city

L'ex assessore Calafiore e la presidente Asquini difendono il bando richiamando l’articolo 11 della legge regionale 10/2003 pensata per casi di particolare disagio

“Non è arrivato alcun parere che blocca l’avviso “Mamme di giorno”, ma delle semplici precisazioni con alcuni richiami normativi”.

Mettono i puntini sulle ì l’ex assessore alle politiche sociali Alessandra Calafiore e la presidente della Messina Social City Valeria Asquini, dopo il parere del ministero all’Istruzione sul bando “Mamme di giorno” e “Nidi famiglia” che chiarisce senza mezzi termini la necessità di allineare le regole previste a quelle utilizzate per gli asili nido.

In sintesi: le offerte formative domiciliari devono necessariamente soddisfare i criteri previsti per tutte le scuole (formazione universitaria delle insegnanti, lavoro collegiale, spazi idonei).

Calafiore e Asquini, che difendono la regolarità dell’avviso, citano come norma di riferimento su cui è sviluppato il progetto l’art. 11. legge regionale 10/2003 che recita testualmente: “Per "Madre di giorno" s'intende una casalinga in possesso di un'esperienza abilitante, conseguita attraverso la personale esperienza della maternità o attraverso apposite esperienze formative, che durante il giorno assista e contribuisca ad educare, fornendo le cure materne e familiari nel proprio domicilio, uno o più minori appartenenti ad altri nuclei familiari in età da asilo nido”.

La norma in questione però, secondo associazioni e pedagogisti, fa riferimento a situazioni di particolare disagio dei minori e sarebbe superata da due decreti: quello del 22 novembre 20221, n.334, che ha adottato le ‘Linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei’ e il decreto del 24 febbraio 2022, n.43, ‘Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l’infanzia’, che sono in coerenza con le indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, al fine di assicurare la necessaria continuità educativa.

Tra gli elementi qualificanti dell’offerta educativa, entrambi i documenti ribadiscono infatti la formazione universitaria specifica del personale (L.19 con i requisti di cui al D.M. 378/2018 o LM 85bis con corso di specializzazione), la formazione continua in servizio, l’intenzionalità educativa e la presenza di un progetto educativo (curricolo) in continuità orizzontale – con la famiglia e il territorio – e in verticale – con i percorsi di educazione precedenti e successivi -, l’accurata progettazione e gestione di spazi, tempi, materiali, proposte, modalità organizzative”.

Non basterebbe dunque come esperienza formativa solo quella della maternità né la valutazione dell’equipe del personale di Messina Social city che sta già procedendo con le valutazioni delle istanze presentate.

Proprio su questi presupposti l’Apei, l’associazione pedagogisti italiani, ha impugnato il bando.

Per la Calafiore e Asquini invece "continuano ad avere validità per l’accesso ai posti di educatore dei servizi per l’infanzia i titoli conseguiti nell’ambito delle specifiche normative regionali ove non corrispondenti a quelli di cui al periodo precedente, conseguiti entro la data di entrata in vigore del presente decreto (Decreto Legislativo 65 del 13 aprile 2017, all’articolo 14, comma 3). La data di entrata in vigore del Decreto Legislativo 65/2017 è il 31 maggio 2017. I titoli previsti dall’art 11 della l.r.10/2003 acquisiti prima del 31 maggio del 2017 continuano, quindi, ad avere validità. Tra l’altro gli standard devono essere fissati dalle Regioni (come stabilito dal decreto 65/17) e la Regione Siciliana li ha fissati nella legge 10/03 sopra richiamata, che è in vigore e non contrasta con il decreto 65/17 per il motivo di cui sopra. Sempre la stessa norma rinvia, (comma 5 let. C) per quanto attiene al regolamento del rapporto ad una “convenzione” che preveda gli standard minimi di esperienza o formazione abilitante per lo svolgimento del servizio da parte della Madre di giorno. Il Dipartimento Servizi alla Persona e all’Impresa del Comune di Messina, in sede di valutazione dello schema di disciplinare operativo, stilato dall’Azienda, che regolamenta il servizio, proprio come previsto dall’art. 4 della lex specialis sopra richiamata, verificherà tutti i requisiti normativi previsti. È di tutta evidenza, pertanto - concludono - che l’azione portata avanti dall’Amministrazione uscente attraverso questo avviso che nel territorio rappresenta qualcosa di nuovo non è stata bloccata dal Ministero dell’Istruzione, come i Cinquestelle vorrebbero far credere, ma sta andando avanti, nel rispetto della normativa vigente e con l’attenzione che richiede questa progettualità rivolta all’infanzia".

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