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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Rada San Francesco, il Tar annulla la gara d'appalto

La sentenza dei giudici amministrativi dopo il ricorso presentato da Caronte & Tourist. La disputa sulla gestione dell'approdo diviso in due terminal. L'Authority: "L’impianto complessivo dei bandi resta quindi tutto confermato"

Battuta d'arresto sul fututo della rada San Francesco. Il Tar di Catania ha annullato l'aggiudicazione della gara d'appalto per la gestione dell'approdo diviso in due terminal distinti.  Ad aggiudicarsi la concessione per tre anni la Caronte & Tourist (432mila euro di canone) e la Comet (720mila euro di canone). Il verdetto dei giudici amministrativi arriva dopo il ricorso presentato dalla società che fa capo al gruppo Franza sostenendo "l’unicità storica della Rada e prospettando i seri problemi che la suddivisione dell’approdo in due parti avrebbe certamente provocato, in termini di fluidità delle operazioni portuali con refluenze - a cascata - sul traffico e la viabilità in città".

La vicenda è quella della doppia gara voluta dall’AdSP per la concessione triennale dell’approdo di Rada San Francesco, con la divisione delle sue aree in due parti e la separazione degli scivoli, per l’occasione “spacchettati”: cinque scivoli da assegnare, tre sul bando T1 e i restanti sul bando T2.

Sulla questione interviene l'Autorità portuale dello Stretto che adesso valuta il ricorso in appello. "Rileviamo che non sono state invece considerate meritevoli di accoglimento tutte le altre contestazioni avanzate dalla società ricorrente che miravano a demolire l’impostazione della nuova organizzazione della concessione. Nessuna censura quindi relativamente alla divisione dell’impianto in due terminal, al fine di consentire la concorrenza tra operatori; al riconoscimento dell’attività di supporto al traghettamento come un’operazione portuale; al divieto di consentire il passaggio di mezzi pesanti al di fuori delle sole situazioni di blocco per inoperatività degli approdi di Tremestieri diversamente da quanto avviene oggi. Anche la contestazione che la separazione dei terminal possa danneggiare l’operatività delle navi, comportando una inefficienza del traghettamento, non è stata censurata".

Secondo l'Authority "l’impianto complessivo dei bandi resta quindi tutto confermato e questo consentirà di assicurare nel futuro una migliore gestione degli approdi, che dovranno essere dedicati esclusivamente al traghettamento di passeggeri e mezzi leggeri, e la possibilità di attrarre nuovi armatori ed in generale un potenziamento del numero delle corse nei periodi di intenso traffico tale da ridurre al minimo i tempi di attesa per l’imbarco".

Caronte & Tourist: "Grande soddisfazione dopo i provvedimenti del Tar"

“I provvedimenti dell’AdSP - si legge in una nota di C&T - sono stati integralmente annullati in accoglimento delle nostre tesi che evidenziavano l’evidente difetto di istruttoria legato in particolare al mancato coinvolgimento del Comune di Messina e dell’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare. La sentenza ha riconosciuto sì la competenza dell’AdSP nella gestione delle aree demaniali, ma ha chiarito che l’AdSP non può procedere da sola e senza confrontarsi prima sulle reali esigenze della Città di Messina. E in questo caso non c’è stata adeguata attività istruttoria; non è stata né udita né valutata la voce degli stakeholders, tra cui anche le imprese, così come pure quella del Comune, principale amministrazione interessata. Siamo ovviamente molto soddisfatti per quella che è una vittoria del buon senso prima che nostra. Avevamo peraltro evidenziato la ‘originalità’ dell’idea che a un aumento delle concessioni potesse corrispondere una fluidificazione dei traffici da attraversamento, dimostrando che invece il raddoppio dei concessionari aumenterebbe le congestioni e i costi a ciò connessi. Non possiamo infine non rilevare che, purtroppo ancora una volta, l’AdSP dello Stretto ha evitato il confronto con gli stakeholders,”.

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