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Primo giorno arancione, dietro il bancone dei bar con le lacrime agli occhi e tavolini all'ingresso per fermare i clienti

Non tutti i bar sono nelle condizioni di lavorare con l’asporto, dipende molto dalla zona, e non rientrerebbero delle spese che sostengono aprendo la saracinesca. Ma c'è chi resiste. Ecco come si riorganizza

Tanti ieri hanno servito gli ultimi caffè con gli occhi pieni di lacrime. Era l’ultimo giorno dietro al bancone di chi non sa quando e se riaprirà.

Non tutti i bar sono nelle condizioni di lavorare con l’asporto, dipende molto dalla zona, e non rientrerebbero delle spese che sostengono aprendo la saracinesca.

Da oggi per l'Isola scatta lo stop a bar e ristoranti (che invece nelle zone gialle lavorano fino alle 18). Chiusi anche pub, pasticcerie e gelaterie, resta attiva la ristorazione con consegna a domicilio e il via libera all'asporto, ma solo fino alle 22 e con il divieto di consumare sul posto o nelle vicinanze del locale. 

Ma sono tanti anche quelli che hanno deciso di “resistere”. E dopo essersi impegnati economicamente per rispettare tutte le prescrizioni, oggi si sono inventati nuovi metodi per non soccombere. Da piazza San Vincenzo alla via Santa Cecilia quasi tutti mettono un tavolo all’ingresso che sbarra l’accesso ai clienti e forniscono il caffè nei bicchieri di plastica da portare via.

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