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Cronaca

Emergenza abitativa, "Altri sei casi a rischio dopo la morte di Santina Parisi"

L'avvocato Giacobbe ha esternato sui social la sua indignazione perché continua a ricevere dei no dal Comune alle richieste di deroga all'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale. A Giostra l'attesa di una coppia di invalidi al 100% ma anche in contrada Casalotto ci sono malati in pericolo

Il caso di Santina Parisi, morta nel gennaio scorso (era immunodepressa) in attesa di un alloggio comunale di emergenza abitativa, rischia di non restare l'unico. L'avvocato Annalisa Giacobbe che aveva seguito la vicenda sostiene che al momento altre sei famiglie vivono storie simili: ovvero malati in gravi condizioni che non possono più permanere dentro casette umide e piene di muffa e con i topi vicini di stanza. Il legale non si dà per vinto e continua a promuovere istanze al Comune ma continua a ricevere dagli uffici risposte negative. "Eppure - dice la Giacobbe - sappiamo che il Comune tra giugno e ottobre dello scorso anno ha assegnato in deroga case di emergenza abitativa, come mai ci sentiamo rispondere sempre no?". A Giostra, ad esempio, alla discesa Cuore di Gesù, in una casetta fatiscente risiede una coppia: la signora Angela Furore si trova sulla sedia a rotelle e anche il marito, Carmelo D'Angelo è invalido al 100% e aspettano dal 2018 che le cose cambino. Anche in contrada Casalotto persone con patologie gravi attendono da anni un appartamento dignitoso e quando arriva l'ambulanza per essere trasportati in ospedale i soccorritori non possono farsi largo in barella: i pazienti devono essere trasferiti su di un lenzuolo. 

Arisme, l'agenzia comunale per il Risanamento, assegna alloggi in emergenza abitativa se le casupole rientrano negli ambiti di Risanamento (è il caso della coppia D'Angelo-Furore) altrimenti tocca al Comune farlo. Chi ha potere generale attraverso decreti sindacali è il primo cittadino. 

Emergenza abitativa, polemiche dopo la morte della signora Santina 

L'avvocato Giacobbe, sui social, ha esternato il suo sfogo: "Sono mesi che rifletto, sì mesi... esattamente da quando è morta una mia cliente, esattamente da quando a quest'ultima nonostante ripetute richieste e nonostante il proprio stato di salute assolutamente precario, il Comune di Messina ha deciso di dire no nel darle un alloggio degno di tal nome mentre contestualmente ad altri lo stesso alloggio veniva consegnato. Nel momento in cui ho perso questa cliente qualcosa dentro di me è cambiato! Ancora. lo ammetto, lo devo elaborare questo lutto... pur non essendo una mia stretta parente... devo elaborare il lutto di aver perso una persona che non ha fatto in tempo a vedere trionfare i propri diritti. Ne restano tanti altri però che vogliono difenderli questi diritti! Uno  è andato via adesso dal mio studio... in lacrime... e ha fatto commuovere anche me che cerco sempre di mantenere il giusto distacco".

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