menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Beni confiscati, dei 1270 meno della metà quelli assegnati. Librizzi: "Tanti terreni agricoli in zone impervie"

La fotografia della provincia di Messina che emerge dalla relazione stilata dalla commissione Antimafia. Sentita in audizione la prefetta della città metropolitana. "Scarsa l'adesione dei comuni", ha detto. Solo nel complesso "Portorosa" di Furnari 96 cespiti

Soltanto nel territorio della provincia di Messina sono 1270 i cespiti confiscati alla mafia, secondo quanto emerge dalla relazione della commissione regionale Antimafia presieduta da Claudio Fava. Di questi 811 sono sotto la gestione dell'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e 495 quelli assegnati. Si tratta, secondo quando si legge nella relazione, dell'11% del dato regionale. A spiegare le difficoltà legate all'assegnazione dei cespiti per la provincia di Messina è stata la prefetta Maria Carmela Librizzi, ascoltanta in audizione. 

La testimonianza della prefetta

"Esiste una difficoltà connessa proprio alla tipologia del bene, terreni agricoli, spesso localizzati in zone impervie difficilmente raggiungibili. È un po' la caratteristica dei beni che sono nel nostro territorio". Con queste parole la prefetta ha spiegato la difficoltà nell'avvio di un dialogo con i comuni per riassegnare i beni. Alle difficoltà logistiche per raggiungere i beni, si aggiunge anche la scarsa adesione da parte delle amministrazioni locali. Per ovviare al problema la prefettura, a partire da novembre 2019, ha avviato una conferenza di servizi, che ha coinvolto l'ex direttore dell'Anbsc Bruno Frattasi e il procuratore capo Maurizio De Lucia, con l'obiettivo di velocizzare l'assegnazione di circa 208 beni, in prevalenza terreni ad uso agricolo. 

"A fronte di questa offerta l’adesione da parte dei Comuni è stata assolutamente scarsa, per cui sono stati assegnati soltanto 33 beni", spiega ancora Librizzi che ha posto all'attenzione della commissione Antimafia il comune di Furnari dove nel villaggio "Portorosa" l'assegnazione dei beni non decolla. "Nell’ambito di questa struttura sono stati assegnati 96 cespiti tra appartamenti, box-garage, posti auto, con difficoltà contingenti perché spesso si tratta di un appartamento all’interno di una palazzina e quindi estremamente difficile da gestire. - spiega ancora Librizzi - Il sindaco ha proposto anche iniziative con l’Università per utilizzarla come sede di Erasmus, però la situazione non ha avuto allo stato sbocchi". 

Ulteriore provvedimento era stato quello di istituire nella provincia di Messina un "consorzio di legalità" fra i comuni interessati alla gestione e all'assegnazione dei beni confiscati. "Non abbiamo avuto nessuna adesione da questo punto di vista. In buona sostanza il problema allo stato rimane esclusivamente del comune - aggiunge ancora Librizzi - Ci sono stati questi tentativi di mettere insieme i comuni che potessero essere portatori di interessi. È chiaro che questa volontà, magari espressa a voce, poi non si è tradotta in un atto costitutivo". 

La situazione nel comune di Messina 

A essere ascoltata in merito alla situazione del "Servizio Patrimonio" nel comune di Messina è stata Renata Bertuccini, responsabile dell'ufficio corrispondente. "Noi abbiamo dato la disponibilità là dove c’era scritto libero. Una volta che l’Agenzia ci ha mandato le schede descrittive degli immobili, in molte invece non risultavano più liberi, ma risultavano occupati - ha spiegato Bertuccini - In alcune ho scritto “manca planimetria”... praticamente non so manco di che cosa si parla".  L'ultimo bando per l'assegnazione degli immobili è stato redatto nel 2013 ed è rimasto aperto solo per qualche settimana. Il nuovo bando, anche su richiesta del deputato pentastellato Antonio De Luca, componente della commissione, sarà aperto per 60 giorni. 

Nel comune di Messina i beni confiscati sono 37, di cui 10 assegnati e utilizzati, mentre ancora 27 non utilizzati. Tuttavia nell'elenco stilato e aggiornato pubblicato dal sito del comune nel 2017 ne risultano soltanto 14. A richiederne uno di questi all'amministrazione era stata anche l'associazione Meter&Miles, presieduta da Saro Visicaro, che durante l'emergenza covid per via della ristrettezza dell'attuale spazio, è stata costretta spesso a sospendere le attività. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

MessinaToday è in caricamento