Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Beni culturali, l'assessore Samonà: “Chiesa San Giovanni di Malta gioiello da valorizzare”

Sopralluogo insieme alla soprintendente Mirella Vinci. Al centro della visita la valutazione degli interventi necessari al recupero della parte ipogea e al restauro delle statue dei santi, poste sull'altare maggiore

Sopralluogo dell'assessore dei Beni culturali e dell'Identità siciliana, Alberto Samonà, insieme alla soprintendente dei Beni culturali di Messina, Mirella Vinci, nella Chiesa di San Giovanni di Malta - San Placido e dei Compagni Martiri a Messina. Al centro della visita la valutazione degli interventi necessari al recupero della parte ipogea e al restauro delle statue dei santi, poste sull'altare maggiore. L'esponente del Governo Musumeci è stato accolto dal rettore della Chiesa, monsignor Angelo Oteri, e dallo storico dell'arte, Marco Grassi, che ha raccontato le origini e l'evoluzione dell'importante edificio di culto.  "La Chiesa di San Giovanni di Malta - dice l'assessore Samonà - è una preziosa testimonianza dal punto di vista storico, artistico e religioso, oltre che uno dei complessi monumentali più importanti della città. Il sopralluogo di questa mattina è un momento di attenzione dell'amministrazione regionale verso la città e verso quanti hanno mostrato di avere a cuore il recupero della parte ipogea della chiesa che, nel tempo, ha costituito luogo di grande venerazione e di identità".

Il Tempio di San Giovanni di Malta a Messina e la burla di Michelangelo

La fondazione del primo nucleo della Chiesa risale al VI secolo quando San Placido - discepolo di San Benedetto e martire per mano dei pirati insieme alla sorella Eustachia ed altri trenta monaci - fondò, sulle rovine di una vasta necropoli romana, il primo monastero benedettino. Nel XII secolo i ruderi di quello che era stato il Monastero vennero affidati dal Conte Ruggero ai Cavalieri Giovanniti che ne fecero il loro primo Gran Priorato. Da allora, e fino al XIX secolo il complesso di San Giovanni divenne la sede siciliana dei Cavalieri di Malta. Fu nel 1588, però, che la Chiesa e l'annesso Ospedale subirono radicali rifacimenti a seguito dei quali vennero casualmente ritrovate le reliquie di San Placido e dei Compagni Martiri. Fatto, questo, che trasformò il Tempio di San Giovanni in un luogo di culto particolarmente caro ai messinesi e che comportò la realizzazione di un'ampia chiesa affidata alla confraternita di San Placido, di una basilica superiore sede del Gran Priorato dei Cavalieri di Malta e, sull'altare maggiore, di un sacello per la custodia delle reliquie, realizzato dal Senato di Messina.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Beni culturali, l'assessore Samonà: “Chiesa San Giovanni di Malta gioiello da valorizzare”

MessinaToday è in caricamento