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VIDEO | Saluti di fine anno, il bilancio di De Luca: “Messina modello per il risanamento economico”

Dodici mesi in chiaroscuro nel discorso del sindaco. L'amarezza per le difficoltà con l'Asp e le “mele avvelenate a Palazzo Zanca”. Mentre parte la denuncia contro ignoti per la falsificazione di un atto pubblico

 

“Siamo riusciti a dimostrare di essere comunità, nonostante i nostri problemi strutturali. Abbiamo dimostrato di avere quel senso di rispetto che ci ha distinto rispetto alle altre città. Quello che mi segna è la ferita ancora sanguinante delle disfunzioni e dell’assenza di una struttura strategica come l’Asp che ci ha fatto tribolare costringendomi a prendere posizioni ferme che hanno portato a uno scontro irreveversibile con quello che spero sia ancora solo per qualche minuto il manager dell’Asp Paolo La Paglia”.

Soddisfazioni e problemi ancora da affrontare nel discorso di fine anno del sindaco Cateno De Luca. A casa si porta il risultato del risanamento economico finanziario. “E’ partita ufficialmente l’istruttoria da parte del ministero degli Interni del nostro piano di riequilibrio. Una perfomance che ci ha portato ad essere la prima città d’Italia in capacità di spesa per i Pon Metro”.

Durante l’incontro De Luca è tornato sulla questione Asp e TaoArte attaccando il civico consesso. “Il consiglio comunale deve rispettare i suoi limiti e ieri un consigliere (riferendosi ad Alessandro Russo ndr) ha esagerato con i toni, ma alla base della mia politica c’è il rispetto reciproco dei propri limiti”. Tuttavia, secondo il primo cittadino la questione dell’uscita dalla fondazione della città, è stata responsabilità comunque del consiglio, “che non ha avuto il coraggio inoltre di confrontarsi con me sulla mia relazione di fino anno. Basta con la pusillanimità dell’astensione. Sopporto queste cose, ma la messa in discussione degli equilibri sul Patto della Madonna delle Lacrime non lo consento”.

E sull’attività dell’Asp: “Nessuno ha fatto una interrogazione per capire cosa accade là dentro - ha detto De Luca - non un consigliere né tanto meno un deputato - ha spiegato - Io sono rimasto solo e invece in queste cose si deve essere uniti”.

Un riferimento prima dell'incontro anche all’indagine che lo ha visto ieri a Palazzo Piacentini rispondere alle contestazioni sulle mancata nomina all’Amam dell’architetta Bonasera. Una vicenda che sarebbe legata ad una data sbagliata che retrodata di un anno la presentazione della domanda.

De Luca ha parlato di “falsificazione del documento”, “di mela avvelenata, una delle tante somministrate dagli inquilini di palazzo Zanca”.

Nel suo profilo facebook, nella mattinata, ha postato anche  una nota del suo avvocato, Carlo Taormina, dopo la decisione di presentare denuncia contro ignoti per “la falsificazione di un atto pubblico prodotto ieri in sede di interrogatorio” e che sarebbe alla base del procedimento penale a carico del sindaco che è accusato di aver, in data 27 luglio 2018, scelto i componenti del consiglio di amministrazione dell’Amam senza rispettare il principio delle ‘quote rosa’ per il quale era necessario nominare almeno una donna, in particolare nominando un componente in sostituzione di un componente di genere femminile individuato nel rispetto del principio della parità di genere e cioè dell’architetta Bonasera.

“La documentazione prodotta ed acquisita dalla magistratura inquirente – scritto Taormina -  ha dimostrato che l’architetta Bonasera aveva presentato domanda solo l’anno successivo quando fu effettivamente nominata dal Sindaco nel nuovo consiglio di amministrazione Amam, ricostituitosi dopo il suo scioglimento. La diversa opinione della procura di Messina è stata determinata dalla falsificazione di un atto pubblico. Una mano ignota, all’indomani dell’insediamento del sindaco De Luca, appose sul documento la data del 19 giugno 2018 in luogo di quella vera del 19 giugno 2019, facendo così risultare che l’Architetta Bonasera avesse presentato domanda e fosse stata deliberatamente scartata scegliendo consiglieri tutti di sesso maschile nel precedente consiglio di amministrazione nominato il 27 luglio 2018. La scoperta della falsificazione è stata resa agevole anche dalla svista dell’autore della alterazione, che non si è accorto che alla data del 19 giugno 2018, l’on De Luca non era ancora il sindaco di Messina essendosi insediato qualche giorno dopo e ciò anche a definitiva dimostrazione della sua estraneità ai fatti contestatigli”.

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