Cronaca Lipari

Eruzione a Stromboli, incendi sotto controllo ma resta alta l'allerta e il monitoraggio

Sospese tutte le attività escursionistiche e bloccato l'accesso alle barche private. L'analisi degli esperti su possibili onde anomale e frane. Il monito del capo della Protezione civile Borrelli: “Navigazione ad un chilometro dalla sciara del fuoco va rispettata”

"Abbiamo assistito grazie alle nostre strumentazioni a questa ulteriore esplosione parossistica intorno a mezzogiorno. La situazione è sotto controllo, il vulcano ha parametri alti e sostenuti, che non rientrano nella normalità, tanto che da tempo abbiamo potenziato il monitoraggio. Nel momento in cui si dovessero accentuare certi parametri ci verrebbero immediatamente segnalati".

Così all'Adnkronos il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, spiega la situazione sull'isola di Stromboli dopo l'eruzione di questa mattina. "La cosa importante è che i turisti sono stati assistiti, c'è stato il governo delle attività di protezione civile da parte delle associazioni di volontariato che hanno dato loro tutte le indicazioni. Il sindaco - ricorda - ha bloccato l'accesso attraverso le barche ma non alle corse marittime ordinarie. Non ci risulta che i turisti non sapessero cosa fare: c'è tutto un piano, c'è la cartellonistica e i traghetti danno tutte le informazioni necessarie".

Borrelli invita ad avere "un'attenzione seria" ed esprime "preoccupazione per la segnalazione di imbarcazioni che scappavano dalla sciara del fuoco verso il mare aperto per sfuggire alla caduta dei flussi piroplastici. Dal 3 luglio c'è un divieto alla navigazione nell'arco di un chilometro dalla sciara del fuoco che deve essere rispettato - ammonisce - Abbiamo chiesto un potenziamento dei controlli da parte delle capitanerie di porto". Negli ultimi giorni avevamo allentato le riunioni perché i parametri anche se su soglie elevate, si erano stabilizzati, non c'erano più picchi che si erano registrati fino ai primi di agosto. Nei prossimi giorni - conclude Borrelli - faremo ulteriori valutazioni".

L'impressionate ripresa dell'eruzione | VIDEO

L'eruzione di stamani dello Stromboli, che stavolta non ha causato danni e feriti, preoccupa gli albergatori locali. L'esplosione dello scorso luglio costata la vita a un escursionista, Massimo Imbesi, ha portato l'isola dell'arcipelago eoliano al centro dei riflettori della cronaca. Le immagini della frazione di Ginostra avvolta da detriti e cenere lavica hanno fatto il giro del mondo. E puntuali sono arrivate le cancellazioni. "Abbiamo registrato un calo del 40-40 per cento delle prenotazioni - dice il presidente di Federalberghi isole minori della Sicilia, Christian Del Bono -. Dopo la buona performance di agosto, il timore è che la stagione possa chiudersi in rosso con un crollo delle presenze nei mesi di settembre e ottobre".

Al momento, però, la 'grande fuga' non c'è stata. "Abbiamo registrato qualche partenza anticipata e disdette per i prossimi giorni, - spiega Del Bono -, ma è ancora presto per quantificare eventuali danni". La preoccupazione tra gli albergatori, però, resta. "A seguito dell'esplosione la cenere lavica è ricaduta questa volta sul versante di Stromboli, spaventando turisti e vacanzieri che arrivano spesso qui non pienamente informati". Non ricordando, cioè, che lo Stromboli è un vulcano attivo. Intanto sono state sospese tutte le attività escursionistiche, dalle camminate allo snorkeling.

"Adesso la situazione si sta avviando lentamente alla normalità - spiega il numero uno degli albergatori delle isole minori della Sicilia -. I canadair hanno spento gli ultimi focolai e si è già al lavoro per pulire le strade dalla cenere lavica". A funzionare per Del Bono è stata anche comunicazione. "Le sirene hanno suonato. L'Amministrazione comunale ha avviato una campagna di informazione per spiegare a chi arriva cosa fare in caso di eruzione". Volantini, materiale informativo e volontari specializzati danno a chi sbarca le informazioni necessarie per vivere in sicurezza il vulcano. "Anche noi albergatori facciamo la nostra parte".

Ulteriori timori, sono quelli di un'onda anomala. In effetti, dopo l’eruzione "c'è stata una piccola onda di tsunami di 30 centimetri – spiega il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli - La quantità di materiale che è finito in mare è stata infatti tale da non provocare una grande onda e da consentire che l'onda prodotta fosse registrata e segnalata con un sistema di sirene che si è immediatamente attivato e che ha funzionato".

Sull’evento, molto simile all'altro del 3 luglio, con un'energia simile, interviene anche il geologo e divulgatore Mario Tozzi: “Quello che può preoccupare è che questa colonna di ceneri così alta possa collassare di colpo, soprattutto alla base, e precipitare sui fianchi del vulcano come una colonna ardente ma in questo momento non abbiano ancora dati per poterlo dire".

Dopo quella del 3 luglio scorso, "questa pure è una forma esplosiva, si vede dalla colonna di ceneri perché è tutta nera dunque è carica di ceneri e di lapilli - continua - Può prendere, poi, due vie: o diventa un'eruzione più tranquilla di lava, colate e fontane di lava o la colonna stessa può avere alla sua base dei collassi, delle piccole nubi che precipitano a valle e in quel caso sono piuttosto pericolose anche se bisogna vedere dove si dirigono". 

Sulla stessa lunghezzad'onda anche Carlo Doglioni, presidente dell'Ingv, spiegando che, al momento, esiste oltre a quello vulcanico, anche "il pericolo di uno tsunami più grande di quello avvenuto oggi, che ha generato un'onda di 20 centimetri dovuta all'arrivo in mare del materiale piroclastico eruttato. Nel caso però in cui collassi una parte del fianco della Sciara del Fuoco, oppure in cui ci sia un'ulteriore eruzione maggiore, l'ingresso di questi volumi in mare potrebbero comportare l'innesco di uno tsunami più grande".

"I turisti - raccomanda ancora Doglioni - come era già stato vietato dall'eruzione del 3 luglio scorso, nei prossimi giorni non potranno pensare né di salire sul vulcano né di avvicinarsi con le barche. La navigazione privata verrà probabilmente interdetta dalla Protezione Civile, una precauzione giusta da mettere in atto". In un video online, aggiunge Doglioni, "si vede una barca che si trovava in una zona interdetta alla navigazione perché, già da prima dell'evento di oggi, i natanti dovevano stare ad almeno un chilometro dalla costa".

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