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Domenica, 23 Gennaio 2022
Cronaca

Bimba picchiata in famiglia, ma la maestra non se ne accorge: assolta dopo un calvario giudiziario

Lieto fine per l'insegnante accusata insieme ad una collega, nel frattempo deceduta, di omessa denuncia. Ma le lesioni al volto della piccola erano state provocate dopo l'uscita da scuola

Si è concluso con un'assoluzione per non aver commesso il fatto il calvario giudiziario di cui è stata protagonista un'insegnante della zona jonica. La donna, insieme ad un'altra collega nel frattempo deceduta, era stata accusata di omessa denuncia in seguito alle gravi lesioni subite da una piccola alunna di appena sei anni. 

Secondo l'accusa, la bimba si sarebbe presentata al suo primo giorno di scuola con un gravissimo ematoma bilaterale periorbitario, con importante travaso emorragico, esteso fino all'altezza del collo. Le due insegnanti vedendola in quelle condizioni avrebbero omesso di segnalare il fatto ipotizzando all’evidenza che quelle ecchimosi fossero la conseguenza di un reato. Il verdetto pronunciato dal giudice monocratico Alessandra Di Fresco ha però scritto un altro finale. In sede dibattimentale, infatti, si è accertato che tali lesioni, subite nell'ambito di una grave clima di violenza domestica, erano state causate da condotte sì violente ma poste in essere in un momento successivo rispetto a quando la piccola si era recata a scuola ovvero in orario pomeridiano. Sul corpo della bimba il medico aveva evidenziato altri traumi provocati da botte subite in passato, ma in punti non direttamente visibili poichè coperti dai vestiti. 

A picchiare la piccola, adesso affidata a una famiglia adottiva, era stato il compagno della madre, condannato alla pena di due anni e otto mesi di reclusione. 

Le due maestre erano difese dai legali Antonino Cacia e Carmelo Moschella, le parti civili dall’avvocato Miasi.


"Pur rispettando il ruolo della Parte pubblica mi sento di affermare senza tema di smentita - commenta l'avvocato Cacia - che il processo a carico delle insegnanti non doveva andare oltre il vaglio del gup. Rimane la profonda amarezza per una vicenda che ha coinvolto una minore in tenera età - oggi collocata presso una famiglia adottiva - e due insegnanti (una delle quali deceduta appena dieci giorni dopo il decreto che dispone il giudizio) la cui correttezza non avrebbe dovuto all’evidenza essere messa in dubbio".  

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