Bimbi senzatetto e povertà, il garante Costantino: "Siamo oltre il degrado, intervenga il prefetto"

La denuncia in diretta facebook del consigliere Sorbello come un pugno nel ventre molle della città. Che si scopre le favelas della porta accanto

Scuola Foscolo in via Palermo, dove vivono dieci famiglie

Hanno lasciato attoniti le immagini e la diretta facebook del consigliere comunale Salvatore Sorbello entrato ieri nelle ex scuole di Cataratti e Foscolo dove vivono quindici famiglie con i loro bambini.

Un pugno nello stomaco, entrambe le strutture per le condizioni igieniche precarie e l'evidente difficoltà delle famiglie nel degrado e nell'abandono.

Situazione che non poteva lasciare indifferente il garante per l'Infanzia, Angelo Costantino che nella notte ha scritto sulla assoluta necessità di intervenire. Prima possibile.

Bimbi fra escrementi e topi, l'Sos del consigliere Sorbello

“Nel pomeriggio sono stato contattato dal consigliere comunale, avvocato Salvatore Sorbello, che mi ha segnalato la gravissima situazione abitativa di circa 15 famiglie e di 37 minori ospiti della Scuola di Catarratti e della Ugo Foscolo - scrive Costantino -  Le riprese del consigliere Sorbello documentano la grave condizione di degrado in cui queste famiglie ed i loro figli sono costretti a vivere. La povertà, il bisogno, i limiti fisici o psichici non sono una colpa che deve essere punita con l’indifferenza ed il disinteresse ma una necessità che ci obbliga ad intervenire. Quelle immagini mi feriscono ed interrogano la mia coscienza prima di uomo e poi di Garante dell’Infanzia. Non è tollerabile tenere quei bambini in quella situazione di degrado. Quei bambini sono in pericolo e a rischio sanitario”.

La denuncia del consigliere Sorbello

Topi, rifiuti e strutture dove i pericoli sono in ogni angolo per gli impianti elettrici per le famiglie di senzatetto che da anni occupano quelle scuole senza la possibilità di poter pagare una casa “normale”.

“Mi auguro che il sindaco ed il prefetto decidano per lo sgombero di queste scuole predisponendo contestualmente una sistemazione dignitosa a questi nostri concittadini - continua Costantino - Messina non può tollerare simili situazioni ancor più se sono coinvolti minori, diversamente abili e anziani. Nei giorni scorsi una collega psicologa, mi ha segnato la necessità di collocare urgentemente, in una residenza assistita, una giovane donna. Grazie all’aiuto di Padre Francesco Pati, che in quel momento non poteva farsi carico direttamente della situazione avendo le sue comunità sature, ho avuto la disponibilità di una comunità d’emergenza poco fuori dal comune di Messina. Purtroppo però ho appreso che il nostro Comune, per i conosciuti problemi di bilancio, non può impegnarsi economicamente per farsi carico della retta”.

Una denuncia che si allarga dunque, che si espande a macchia d'olio non solo sulla condizione delle famiglie di Cataratti e della Foscolo ma sulle povertà, in crescita, di uomini, donne e bambini della porta accanto. Un allarme lanciao in cifre neanche un anno fa da Save The Children che ha documentato come in Sicilia il 42 per cento dei minori sotto i 1 anni vive in condizioni di povertà. Ambienti in cui vivono hanno un enorme impatto nel condizionare le loro opportunità di crescita. Ed è su questo aspeto che punta l'attenzione anche il garante per l'Infanzia. Sulle periferie, e non solo che stentano, suglii egoismi.

Non è un paese per bambini. E neanche per i grandi

“Sono a conoscenza di scuole con grave carenza di aule e minori che per quest’anno scolastico faranno Educazione motoria tra i banchi o a Piazza Duomo - continua Costantino - Come sono a conoscenza di scuole che seppur hanno la disponibilità di aule vuote non sono disponibili a cederle per aiutare qualche scuola in difficoltà. La città, a tratti, sembra aver perso il grande senso di solidarietà che ci ha sempre contraddistinto. A Messina bambini a cui è stata diagnosticata una patologia che necessita di un trattamento riabilitativo tempestivo aspettano anche due anni per essere presi in carico. Conosco genitori che hanno lasciato il lavoro per seguire i loro bambini autistici perché non esistono a Messina centri diurni e/o semiresidenziali. Messina non è ancora una città a misura per i nostri bambini; troppe sacche di bisogno e d’emergenza. Tra qualche settimana comincerà il freddo e molte scuole non hanno ancora l’impianto di riscaldamento a norma ed i bambini saranno costretti a portarsi le coperte da casa. Esistono strade in città - conclude il Garante - come nei pressi del Complesso “Messina Due”, totalmente al buio da anni, in cui i bambini rischiano giornalmente la vita”.

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Infine una precisazione, non di poco conto: “Mi preme, infine, segnalare che a 4 mesi dalla mia nomina ancora non esiste una sede del Garante dell’Infanzia, un telefono, un Pc, una Pec, un sito per svolgere attività istituzionale come previsto dal regolamento che ha istituito il Garante dell’Infanzia nel Comune di Messina”.

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