Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca

Bloccato in auto con la moglie incinta per il corteo funebre di Lanfranchi protesta e viene aggredito, informativa in Procura

E’ quanto emerge da una relazione della Squadra mobile trasmessa nei giorni scorsi insieme a numerose violazioni segnalate alla polizia municipale. Ieri la rimozione dell'altarino voluta da questore

Bloccato in auto con la moglie incinta per il corteo funebre di Michele Lanfranchi è stato brutalmente aggredito per aver chiesto di liberare la strada ed è dovuto ricorrere alle cure mediche.

E’ quanto emerge da una relazione dettagliata della Squadra mobile trasmessa in procura nei giorni scorsi, dopo gli accertamenti del caso.

L’episodio si è verificato davanti al cimitero il 7 giugno scorso. Secondo una ricostruzione ora al vaglio degli inquirenti, l’uomo era rimasto bloccato, insieme a tanti altri automobilisti, dal corteo di auto e motorini schierati per rendere omaggio alla salma del 19enne morto per cause ancora in corso di accertamento e avrebbe protestato per la strada bloccata reclamando il diritto di poter proseguire. Secondo alcuni testimoni avrebbe anche affermato che la moglie non si sentiva bene. Ne è nato un litigio degenerato subito in aggressione. Sul posto anche gli agenti della Mobile che hanno identificato subito le persone coinvolte e hanno provveduto a segnalare alla Municipale per le valutazioni di competenza anche numerosi motociclisti che dalla chiesa di San Matteo a Villa Lina e fino al Gran Camposanto di via Catania hanno sfrecciato, molti anche senza casco, bloccando poi l’ingresso del cimitero.

Numerosissime le violazioni che sono state segnalate alla polizia municipale e che avevano subito destato qualche polemica per il blocco del traffico ma anche per i fuochi di artificio  nella piazzetta di villa Lina con musiche neomelodiche ad alto volume in occasione del mattinata dedicata a Lanfranchi morto nella notte fra l'1 e il 2 giugno forse per un colpo partito accidentalmente dalla pistola che si era procurato qualche giorno prima e che stava mostrando a casa di un amico, in via Michelangelo Rizzo, dove nei giorni scorsi era stato allestito anche un altarino per ricordarlo ma che è stato rimosso ieri dai parenti stessi della vittima su richiesta del questore di Messina Annino Gargano.

Sul posto, per le operazioni di rimozione, anche gli agenti delle Volanti e della polizia municipale.

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