Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

Bocciata per tre lievi insufficienze, la famiglia si rivolge agli avvocati: promossa

La scuola ha fatto dietrofront dopo la diffida presentata dai legali Delia e Bonetti. L'ammissione della studentessa delle Medie alla classe successiva stabilita con un Consiglio straordinario. Il caso e le motivazioni

Bocciata alle medie a causa di tre lievi insufficienze, poi promossa dopo l'intervento degli avvocati. Ha del clamoroso la vicenda di una ragazzina che frequenta un istituto cittadino. Un caso destinato a creare un precedente importante nel mondo scolastico. I docenti non avevano considerato la studentessa meritevole di accedere alla classe successiva, giudicando lacunoso il grado di apprendimento raggiunto. Da qui la bocciatura a cui però la famiglia ha deciso di opporsi rivolgendosi agli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

I due legali hanno dapprima ricostruito l'intera vicenda anche tramite la richiesta di accesso agli atti. Quindi la diffida inviata all'Istituto basata su una pronuncia del Tar di Aosta del 2023. In quel caso il tribunale amministrativo aveva stabilito che se "lo stesso assetto dei risultati conseguiti ed indicati nel verbale del Consiglio di classe restituisce una griglia di voti in un solo caso inferiore al 'cinque' è suggerito al Consiglio di Classe – in linea con le esigenze di una corretta istruttoria – una verifica più ampia, sul versante temporale, che facesse riferimento unitario e complessivo a periodi più estesi rispetto al singolo anno scolastico anche in ragione della mancata attuazione delle misure di recupero necessarie alla luce della specifica situazione dell’alunno”.

Poi il riferimento all'articolo 6 del decreto legislativo n.62 del 2017. Il testo stabilisce che “nel caso in cui le valutazioni periodiche o finali delle alunne e degli alunni indichino carenze nell'acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline, l'istituzione scolastica, nell'ambito dell'autonomia didattica e organizzativa, attiva specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento (id est, attività di recupero in itinere o in orario pomeridiano, quali ad. es. Help, Sportello, Studio Assistito, Studio cooperativo)”. Misure che, così come scrivono gli avvocati Delia e Bonetti, "nella specie risultano mancanti e non considerate come possibili per l’anno successivo".

Sulla stessa lunghezza d'onda una Circolare del Ministero datata 2017, citata dagli avvocati nell'istanza, secondo la quale "l'ammissione alle classi seconda e terza di scuola secondaria di primo grado è disposta, in via generale, anche nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline. Pertanto, l'alunno viene ammesso alla classe successiva anche se in sede di scrutinio finale viene attribuita una valutazione con voto inferiore a 6/10 in una o più discipline da riportare sul documento di valutazione".

Possibilità di recupero estese all'anno successivo evidentemente non considerate dai docenti che hanno inizialmente deciso per la bocciatura. Dopo la diffida dei due avvocati succede l'inaspettato: alla fine del mese scorso il Consiglio di classe si è riunito in seduta straordinaria procedendo in autotutela al riesame dello scrutinio dell'alunna. Poi la decisione di ammetterla all'anno successivo trasmettendo alla famiglia una comunicazione che indica gli argomenti da recuperare durante la pausa estiva per ogni singola materia insufficiente. 

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