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Cronaca

Bollette alle stelle, lo sfogo di un vivaista: "Luce raddoppiata in un anno, avete deciso che dobbiamo fallire"

La denuncia di Giovanni Bonaccorso contro l'aumento dei costi di energia e materie prime. Aziende al collasso e previsioni nere per l'autunno. "Così sarò costretto a licenziare"

Consumi pressoché uguali, ma bollette più che raddoppiate. Un problema con cui ormai la quasi totalità di commercianti deve fare i conti e che adesso rischia seriamente di provocare un tracollo economico in un territorio che già non brilla per forza imprenditoriale. L'ultimo grido di rabbia e di aiuto contro l'aumento dei costi di energia e materie prime proviene dal Vivaio Bonaccorso, un'azienda che opera nel settore da quarant'anni. Il titolare Giovanni si è affidato prima di tutto a Facebook per denunciare la situazione, pubblicando due bollette Enel del 2021 e del 2022. La prima ha un importo di poco meno di 500 euro, la seconda, relativa allo stesso periodo dell'anno precedente e recante consumi simili, è più che raddoppiata arrivando a 1290 euro.

"Grazie Italia per il sostegno - si legge nel post -  per l'aiuto a chi produce, a chi dà lavoro, a chi si sveglia la mattina e lavora fino a sera spaccandosi la schiena. Lo abbiamo capito, questo non è un Paese per chi lavora. Il nostro stesso Paese ha deciso che dobbiamo fallire. Noi paghiamo oggi, c'è chi pagherà domani. Grazie Italia, grazie Enel".

E il prossimo autunno non si prospetta più facile. "Sono una persona ottimista - spiega Giovanni Bonaccorso a Messina Today - ma credo che molti commercianti saranno costretti a chiudere, specialmente chi lavora nell'ambito della ristorazione. Io sto facendo enormi sacrifici per garantire lo stipendio ai quattro dipendenti, ma potrei essere costretto a ridurre l'organico. Con queste bollette è come se avessi un lavoratore in più da pagare ogni mese. La situazione è peggiorata, ma già prima del Covid c'erano le prime avvisaglie con vendite dimezzate e costi di produzione alle stelle. Nel nostro settore ad esempio il prezzo di terricci e concimi è aumentato fino al 100% e a ciò vanno aggiunti i costi relativi ai trasporti. La siccità ha poi reso più drammatico lo scenario, non abbiamo comunque aumentato il prezzo dei nostri prodotti anche se le piante rischiano di diventare beni di lusso".

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