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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Cronaca

Il bonus per i genitori fino a 9.600 euro, in un'unica soluzione

C'è tempo fino a domenica 31 marzo 2024, giorno di Pasqua, per presentare la domanda. Per riceverlo sono necessari alcuni requisiti e c'è tempo fino al 31 marzo 2024 per la domanda. Tutto quello che c'è da sapere

Si tratta di un contributo economico poco noto, anche se è un valido aiuto per il sostentamento dei figli, riservato ad alcune categorie di genitori. C'è tempo fino a domenica 31 marzo 2024, giorno di Pasqua, per presentare la domanda per ottenere il "bonus per genitori separati, divorziati e/o non conviventi", una misura a sostegno di famiglie di genitori separati, divorziati o non conviventi per garantire la continuità del mantenimento dei figli. Nel dettaglio, il contributo in questione è rivolto ai genitori di figli che risultino separati, divorziati o non conviventi sulla base del provvedimento emanato dell'autorità di riferimento (ad esempio una sentenza del tribunale, o un provvedimento amministrativo), con l'obiettivo di garantire la continuità di erogazione dell'assegno di mantenimento versato in tutto o in parte dall'altro genitore.

Il bonus spetta al genitore che nel periodo compreso tra l'8 marzo 2020 e il 31 marzo 2022 (data nella quale è venuto a cessare lo stato di emergenza epidemiologica da Covid-19) non abbia ricevuto, del tutto o in parte, l'assegno di mantenimento per inadempienza dell'altro genitore (ex coniuge o ex convivente). Questa misura può arrivare a un massimo di 800 euro mensili per dodici mensilità (e quindi fino a 9.600 euro all'anno) ed è corrisposta dall'Inps in un'unica soluzione. Verrà erogata fino a esaurimento delle risorse del fondo appositamente istituito dalla legge per il sostegno in favore dei genitori separati o divorziati in stato di bisogno, che ammontano a 10 milioni di euro.

Il limite di reddito e gli altri requisiti

Per ricevere il bonus sono necessari alcuni requisiti: in primis avere un reddito Irpef non superiore a 8.174 euro nelle annualità di mancata corresponsione del mantenimento (2020, 2021 e 2022), risultare convivente con il figlio o i figli nelle medesime annualità, avere a carico figli maggiorenni portatori di handicap grave sempre nello stesso periodo. Come detto prima, il bonus spetta laddove l'altro genitore separato, divorziato o non convivente in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 non abbia versato (in tutto o in parte) il mantenimento che spettava all'altro genitore.

Le cause che potrebbero aver portato al mancato versamento dell'assegno, si legge sul sito dell'Inps, sono queste: cessazione, riduzione o sospensione dell'attività lavorativa a decorrere dall'8 marzo 2020, per una durata minima di 90 giorni, oppure una riduzione di reddito di almeno il 30% rispetto a quello percepito nel 2019 dal genitore inadempiente.

La domanda scade il 31 marzo 2024

Dove e come fare richiesta, se si hanno i requisiti previsti? La domanda si presenta attraverso l'apposito servizio "contributo per genitori separati o divorziati per garantire la continuità dell'erogazione dell'assegno di mantenimento", disponibile sul sito dell'istituto nazionale di previdenza sociale nella sezione "punto d'accesso alle prestazioni non pensionistiche", previa autenticazione mediante sistema di identità digitale. Quando si compila la domanda è necessario specificare:

  • gli anni fra quelli interessati dall'emergenza epidemiologica da Covid-19 in cui il reddito complessivo annuo del genitore richiedente in stato di bisogno è stato inferiore o uguale a 8.174 euro;
  • i dati relativi all'altro genitore;
  • i dati dei figli conviventi nel periodo di riferimento.

Alla domanda vanno allegati alcuni documenti. In particolare: la documentazione che attesti il diritto all'assegno di mantenimento (ad esempio, la sentenza di separazione, oppure i provvedimenti di autorità municipali ecc.); in caso di figlio maggiorenne disabile, l'attestazione della disabilità qualora la stessa sia stata certificata in una data antecedente al 2010, oppure provenga da contenzioso o sia stata rilasciata dalle province autonome di Trento o di Bolzano-Alto Adige, o dalla regione autonoma della Valle d'Aosta.

Fonte: Today.it

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