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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Bpvi, arrivano le condanne del crack Zonin: gli imputati dovranno risarcire i risparmiatori

"Una sentenza storica, emessa dopo un processo complesso, con 116 udienze e 8mila parti civili", ha detto a Messina Today l’avvocato Nino Cacia che assiste sette messinesi che si sono costituiti parti civili al processo e potranno ora giovarsi di questa condanna ai fini civilistici

Sei anni e sei mesi di reclusione e confisca per equivalente della somma-record di 963 milioni di euro. E’ la pesante sentenza di condanna del Tribunale di Vicenza presieduto da Deborah Di Stefano a carico di Giovanni Zonin, ex patron della Banca Popolare di Vicenza, che in Sicilia aveva come mediatore finanziario di Banca Nuova, e degli altri componenti il consiglio di amministrazione dell’istituto di credito successivamente rilevato da Banca Intesa San Paolo. La sentenza ha gradato le varie responsabilità dei dirigenti della banca.

"Una sentenza storica, emessa dopo un processo complesso, con 116 udienze e 8mila parti civili", ha detto a Messina Today l’avvocato Nino Cacia che assiste alcuni risparmiatori messinesi, sette in tutto, che si sono costituiti parti civili al processo e potranno ora giovarsi di questa condanna ai fini civilistici: ci sono circa 106 milioni sequestrati alla Bpvi in liquidazione dalla Procura con cui sarà possibile soddisfare le richieste danni e per cui l'eventuale prescrizione in appello è irrilevante.

I reati contestati a Zonin e ad altri manager sono falso in prospetto, aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza.

Il Tribunale di Vicenza ha condannato Emanuele Giustini alla pena di 6 anni e tre mesi di reclusione, Andrea Piazzetta e Paolo Marin a sei anni di reclusione ciascuno. Tutti gli imputati dovranno pagare le spese processuali e nei loro confronti è disposta la confisca per 963milioni nonché l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di cinque anni.

La sentenza rende giustizia agli investitori messinesi che attraverso intermediari avevano investito somme nel Capitale della Banca che in Sicilia aveva conosciuto una crescita significativa sotto il governo Cuffaro, tanto che Banca Nuova ha acquisito la gestione della tesoreria dell’Ars, l’assemblea regionale siciliana.

A guidare l’istituto come direttore generale c’era all’ epoca in Sicilia Francesco Majolini, oggi tra i promotori di Banca Igea, istituto presieduto dall’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mauro Masi, fusa con Banca del Fucino. Zonin, che ha partecipato a quasi tutte le udienze del processo, è conosciuto al grande pubblico come grande produttore di vini. In Sicilia ha acquisito grandi proprietà di terreni agricoli destinati a vigneti in provincia di Agrigento e di Caltanissetta. 

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