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Martedì, 5 Luglio 2022
Cronaca

Bracconaggio e migrazione sullo Stretto, scatta l'operazione dei carabinieri: un arresto e otto denunce

Un falco pecchiaiolo ferito da arma da fuoco è stato salvato e affidato al Centro di Recupero Fauna Selvatica. Protetti migliaia di migratori lungo la rotta. Questi i risultati dell'operazione 'Adorno'

Una persona arrestata per detenzione di arma clandestina, 8 denunciati persone per detenzione illecita di specie protette, 38 esemplari di avifauna vivi sequestrati assieme a 3 fucili con matricola abrasa, oltre un numero cospicuo di munizioni e 4 reti da uccellagione e trappole. Un falco pecchiaiolo ferito da arma da fuoco è stato salvato e affidato al Centro di Recupero Fauna Selvatica 'Stretto di Messina'. Questi i risultati dell'operazione 'Adorno' coordinata dal Reparto Operativo - Soarda (Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in Danno agli Animali) del Raggruppamento Carabinieri CITES e dal Comando Regione Carabinieri Forestale 'Calabria' che ha interessato maggiormente le province di Reggio Calabria e Messina. Con l'arrivo della primavera, infatti, si ripete ogni anno lo spettacolo della migrazione pre-nuziale. Enormi concentrazioni di uccelli, tra cui rapaci, cicogne e gru, raggiungono i siti di nidificazione in Europa, attraversando gli stretti di Messina, Gibilterra e Bosforo. A difesa del passo migratorio, le pattuglie dei Carabinieri Forestali hanno quindi effettuato un capillare controllo del territorio, impiegando anche Unità Cinofile specializzate nella ricerca di armi e munizioni e i Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (Droni) per la ricerca dei bracconieri, con lo scopo di reprimere, ma, soprattutto, prevenire le condotte illecite a danno dell'avifauna selvatica, pratiche sempre più invise dalla società civile.

Nel corso dei servizi sono stati effettuati diversi interventi. In particolare in provincia di Reggio Calabria veniva tratto in arresto in flagranza di reato un pluripregiudicato per essere stato sorpreso a detenere un'arma lunga clandestina, nello specifico un fucile calibro 12 con matricola abrasa carico e pronto all'uso. Indagato per ricettazione, detenzione di arma clandestina, detenzione abusiva di armi e munizioni è stato sottoposto a processo per direttissima. Sono state deferite all'Autorità Giudiziaria 3 persone per detenzione di esemplari di cardellino (Carduelis carduelis). Grazie al fondamentale intervento dell'Unità Cinofila, nel comune di Reggio Calabria, sono state rinvenute e poste sotto sequestro 2 armi clandestine, entrambi fucili riportanti matricole abrase. In tutte e due i casi le armi erano cariche e quindi pronte all'uso e vicino ad esse numerose munizioni di ricarica con calibro compatibile con i fucili. In Sicilia sono stati sequestrati una coppia di Falchi Grillai (Falco naumanni) e 4 esemplari di Civetta (Athene noctua), tutti privi di anello identificativo e dei certificati CITES che ne attestano la legale detenzione che ne comprova la nascita in cattività. Durante i controlli sono stati, altresì, rivenuti e sequestrati una imbragatura, una rete di uccellagione, una trappola, un anello di Falco Pellegrino, (Falco peregrinus), diverse zampe di rapaci, sempre di specie protette, e una pistola ad aria compressa con il relativo munizionamento.

Tutti mezzi utilizzati dai bracconieri per il prelievo illegale in natura e riciclaggio di anelli identificati. Ulteriori controlli in varie località siciliane hanno portato al sequestro di uno Storno Nero (Sturnus unicolor), 2 Gazze (Pica pica), 1 Falco di Barberia (Falco pellegrinoides) e 1 Pappagallo Cenerino (P. erithacus) perché privi della certificazione attestante la legale detenzione. Grazie all'intervento dei Carabinieri Forestali ed al fondamentale impiego dell'Unità Cinofila, con controlli mirati, in provincia di Reggio Calabria, veniva rinvenuto e posto sotto sequestro 1 falco pecchiaiolo (Pernis apivorus) ferito da arma da fuoco; immediatamente soccorso è stato condotto al Centro di Recupero Fauna Selvatica 'Stretto di Messina' per sottoporlo alle cure necessarie. I Carabinieri forestali hanno operato con il fattivo contributo dei volontari del WWF, LIPU, Legambiente e Associazione Mediterranea per la Natura.

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