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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca

Operazione antibracconaggio sullo Stretto, falco preso a fucilate

Arrestato un pluripregiudicato, otto i denunciati per detenzione di specie protette

Conclusa l'Operazione Adorno dei Carabinieri forestali nelle province di Reggio Calabria e Messina cui hanno collaborato volontari della Lipu. Su www.lipu.it il video racconto dei volontari e le immagini degli splendidi falchi pecchiaioli in migrazione sullo Stretto. Secondo quanto riportano agenzie di stampa è stata una brutta disavventura quella vissuta da un esemplare di falco pecchiaiolo, impegnato in migrazione sopra lo stretto di Messina e ferito a colpi di fucile dai bracconieri. Il falco è stato ritrovato dai Carabinieri forestali, con l'impiego dell'Unità Cinofila, e condotto per le cure necessarie al Centro di recupero fauna selvatica "Stretto di Messina". 

L'intervento in soccorso del rapace si è svolto nell'ambito dell'operazione "Adorno", coordinata dal Reparto operativo Soarda del Raggruppamento dei Carabinieri Cites e dal Comando Regione Carabinieri forestale "Calabria", ed effettuata nelle province di Messina e Reggio Calabria a cui i volontari della Lipu hanno prestato supporto. Fondamentale è stata la collaborazione e il coordinamento con Legambiente, WWF e Man (Associazione mediterranea per la natura) che si occupa anche di gestire il Centro di recupero Stretto di Messina. 

Lo Stretto è uno dei sette black spot del bracconaggio individuate dal "Piano d'Azione nazionale del ministero della Transizione ecologica per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici": migliaia di migratori vi transitano ogni primavera, in particolare tra aprile e maggio, quando gli esemplari risalgono dall'Africa diretti in Europa per la nidificazione, col rischio di finire nel mirino di incalliti bracconieri. Oltre al falco pecchiaiolo recuperato, l'imponente operazione di contrasto al bracconaggio, ha portato a un arresto in flagranza di reato di un prluripregiudicato sorpreso a sparare i falchi e che deteneva un'arma clandestina e che è stato sottoposto a processo per direttissima. Inoltre, sono stati otto i denunciati per detenzione illegale di specie protette (tra cui cardellini di provenienza illecita), 38 uccelli selvatici vivi sequestrati, quattro reti da uccellagione sequestrate e, infine, tre fucili con matricola abrasa e munizioni. In Sicilia i carabinieri forestali hanno sequestrato, tra le altre specie, una coppia di grillai e quattro esemplari di civetta, tutti privi di anello identificativo e dei certificati Cites che ne avrebbe dovuto comprovare la nascita in cattività. 

"Nonostante il bracconaggio, negli anni, sia diminuito in questa zona del Paese occorre mantenere alta l'attenzione - dichiara Giovanni Albarella, responsabile Antibracconaggio e attività venatoria della Lipu - rimane fondamentale il presidio del territorio, formato dai Carabinieri forestali coadiuvati dai volontari delle associazioni, ma anche la promozione di attività turistiche a basso impatto, che far conoscere la biodiversità di questi luoghi rafforzandone così l'interesse per la loro conservazione". 

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