Caccia, insorgono gli animalisti: "No all'anticipo della stagione"

Legambiente, Lipu e Wwf hanno inviato una diffida all'assessore Bandiera, al presidente Musumeci e al dirigente del dipartimento Sviluppo rurale contro una possibile apertura dal prossimo 2 settembre

"L'assessore regionale all'Agricoltura, Edy Bandiera, ha presentato la bozza del calendario venatorio 2020-21. Il documento prevede l'apertura anticipata della stagione di caccia sin dal prossimo 2 settembre anzichè al 1 ottobre; la caccia al coniglio selvatico in assenza di censimenti preventivi, anche con l'uso del furetto; l'inclusione tra quelle cacciabili anche di specie in declino a livello internazionale addirittura molto rare come il Combattente". E' quanto rendono noto Legambiente, Lipu e Wwf.

In una nota le associazioni ambientaliste spiegano che "il calendario proposto dall'assessorato è stato sottoposto a valutazione dell'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che ha rilasciato parere negativo motivato: per l'Istituto l'anticipazione della stagione venatoria risulta dannosa perchè colpisce animali ancora in periodo riproduttivo, mentre varie altre disposizioni del calendario sono censurabili perchè prevedono un esercizio della caccia troppo esteso per forme e modalità, tali da danneggiare il patrimonio faunistico".

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Secondo Legambiente, Lipu e Wwf, questo calendario venatorio, così come formulato, sarebbe "illegittimo perchè ripropone le medesime disposizioni gia' ampiamente e costantemente censurate dalla magistratura". Legambiente, Lipu e Wwf, pertanto, hanno inviato una diffida all'assessore Bandiera, al presidente Musumeci e al dirigente del dipartimento Sviluppo rurale, invitando la Regione a regolamentare il prelievo venatorio nel pieno rispetto della normativa statale e comunitaria.  

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