Cronaca

Nuovo colpo di scena sulla caccia, il ricorso passa al Tar Palermo: "Valuteremo se aprire prima del 2 ottobre"

Così l'assessore regionale all'Agricoltura, Toni Scilla, dopo l'ordinanza del presidente Calogero Ferlisi che ha accolto "l’eccezione d'incompetenza territoriale della sezione staccata di Catania" sollevata dall'Avvocatura distrettuale dello Stato. Cacciatori in pressing: "Attività venatoria pesantemente condizionata, chi ci risarcisce?"

Nuovo colpo di scena nel braccio di ferro tra animalisti e Regione sulla caccia. Dopo il primo stop del Tar Catania, il successivo ribaltone per effetto delle modifiche al calendario venatorio emanate dall'assessorato all'Agricoltura e il secondo pronunciamento dei giudici amministrativi della sezione etnea, che in parte hanno accolto un nuovo ricorso degli animalisti, adesso il fascicolo è passato per competenza al Tar Palermo.

Lo ha deciso il presidente Calogero Ferlisi con un'ordinanza che ha accolto un parere dell'Avvocatura distrettuale dello Stato (che ha in capo la tutela giuridica della Regione). Quest'ultima, lo scorso 3 settembre "ha sollevato l’eccezione di incompetenza territoriale della sezione staccata di Catania", perché "l’atto impugnato è stato emanato da un organo centrale dell’amministrazione regionale e produce effetti su tutto il territorio della Regione Siciliana".

Un'interpretazione condivisa dal presidente Ferlisi che, nella sua ordinanza, ha disposto l'immediata assegnazione del ricorso al Tar Sicilia sede di Palermo "per essere trattato alla prima camera di consiglio utile nel calendario della seconda sezione interna, competente per materia" ed ha obbligato "i difensori delle ricorrenti di provvedere alla reiscrizione del ricorso".

"La diversa interpretazione seguita presso la sezione staccata di Catania - si legge nell'ordinanza del presidente Ferlisi - è tale da implicare conseguenze pratiche abnormi perché, ad esempio, in caso di accoglimento della misura cautelare e di connesso dovere del giudice di fissare l’udienza di merito, non sarebbe più dato di comprendere a quale udienza fissare il merito, stante appunto l’incertezza sulla competenza tra la sede del Tar e la sezione staccata e sui relativi calendari".

Il processo quindi continuerà a Palermo e se la Regione non dovesse intervenire con un nuovo decreto, l'apertura della caccia sarebbe confermata il 2 ottobre. Al momento l'assessore all'Agricoltura, Toni Scilla, sta valutando il da farsi: "La volontà politica della Regione era di aprire la caccia il 19 settembre, così come messo nero su bianco nel primo calendario venatorio che la sospensiva del Tar Catania ci ha costretto a riformulare. Stiamo studiando questa nuova ordinanza, che va approfondita bene. Se ci sono i margini per aprire prima del 2 ottobre faremo valere la nostra iniziale volontà politica".  

Secondo il Consiglio siciliano della caccia, "l'assessore Scilla dovrebbe revocare in autotutela i decreti finora emanati e farne uno nuovo, per consentire ai cacciatori di tornare sin da subito a esercitare l'attività venatoria. Ci chiediamo - concludono i vertici del Consiglio siciliano della caccia - come possa il presidente di un Tar condizionare pesantemente e illegittimamente, a nostro avviso, l'attività venatoria. Chi paga adesso o risarcisce i cacciatori?".  

Fonte: PalermoToday

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