Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

I carabinieri presentano il calendario 2024, dodici storie che raccontano l'impegno verso la collettività

L'opera è stata illustrata stamane dal comandante provinciale Marco Carletti. Pininfarina e Massimo Gramellini gli autori di grafica e testi

Dodici storie per dodici mesi che raccontano l'impegno quotidiano dei carabinieri su tutto il territorio nazionale. Così nasce il calendario 2024, presentato dai militari dell'Arma anche a Messina, in contemporanea con la manifestazione di Roma. Ad illustrare l'opera, disegnata da Pininfarina e impreziosita dalla penna di Massimo Gramellini, il comandante provinciale Marco Carletti. Dialogo, vicinanza e ascolto, queste le tre parole chiave che connotano il nuovo calendario.  "L'Arma dei carabinieri - ha detto il colonnello Carletti - serve la collettività con una presenza capillare. Basti pensare che nel Messinese contiamo 93 presidi su 108 comuni e siamo un punto di riferimento nelle piccole comunità alla pari del parroco o del farmacista. Il nostro è un servizio senza chiedere nulla agli altri e questo concetto è ripreso nel calendario che ci accompagnerà nel 2024. Mi preme sottolineare la collaborazione con le altre forze dell'ordine e con il prefetto Cosima Di Stani, sia nelle grandi operazioni coordinate dalla Procura, sia per assistere il cittadino che ha bisogno".

Ad illustrare l'opera nel dettaglio è stato il colonnello Francesco Falcone. "Il calendario si compone di  dodici tavole illustrate, tutte presentano una striscia rossa che rievoca la storica banda dei carabinieri. Raccontiamo storie realmente accadute, dai fatti di cronaca con l'arresto di malviventi passando dal soccorso a un paesino bloccato dalla neve, fino all'intervento di una carabiniera che ha sventato il suicidio di una donna".

Il calendario storico 2024 è dedicato al tema ”I Carabinieri e le Comunità” e in particolare alla figura del Carabiniere come punto di riferimento della collettività. Una presenza costante accanto
alla cittadinanza, da momenti storici per il nostro Paese – come il referendum tra Monarchia e Repubblica nel 1946 – a quelli della vita quotidiana – come la recente alluvione in Romagna. La vicinanza, la capacità di contatto e di ascolto, le tante attenzioni, piccole e grandi, ai bisogni delle persone, dalle città metropolitane fino ai borghi più remoti di provincia, con le quali i carabinieri corrispondono alle istanze di rassicurazione sociale proprie di ogni comunità, sono il fil rouge che caratterizza da sempre l’operato dell’Arma e che ci accompagna attraverso i 12 racconti del calendario 2024.

Le storie, descritte dalla penna di Gramellini, narrano alcune delle gesta più eroiche – come il sacrificio consapevole compiuto a Fiesole – ed altre appartenenti alla vita di tutti i giorni - come il sostegno alle persone più fragili nella quotidianità o durante eventi straordinari come la pandemia da Covid19. Storie che il comandante generale definisce “così edificanti che sembrano inventate, e sono invece episodi reali” sottolineando come “i carabinieri sono sempre presenti, attori protagonisti dei soccorsi dopo una calamità, della speranza dopo lo sconforto, dell’ordine dopo il caos, della giustizia dopo un torto. Il senso del dovere, da duecentodieci anni guida ideale di ogni intervento, è lo spirito che anima il nostro servizio”.

Il notevole interesse da parte del cittadino verso il Calendario Storico dell’Arma, oggi giunto a una tiratura di 1.200.000 copie, di cui oltre 16.000 in otto altre lingue (inglese, francese, spagnolo, tedesco, portoghese, giapponese, cinese e arabo, nonché in sardo e friulano), è indice sia dell’affetto e della vicinanza di cui gode la Benemerita sia della profondità di significato dei suoi contenuti, che ne fanno un oggetto apprezzato, ambito e presente tanto nelle abitazioni quanto nei luoghi di lavoro, quasi a testimonianza del fatto che “in ogni famiglia c’è un Carabiniere”. Iniziata nel 1928, la pubblicazione del calendario, giunta alla sua 91^ edizione, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949 venne ripresa regolarmente nel 1950 e da allora è stata puntuale interprete, con le sue tavole, delle vicende dell’Arma e, attraverso di essa, della Storia d’Italia.

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