Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Campagna vaccinale, l'elenco dei medici di base che hanno aderito. Caudo: "Riceviamo poche dosi"

L'Asp ha pubblicato i nominativi dei professionisti della provincia. Un processo che presenta però non poche difficoltà organizzative per i dottori. "Disponibilità limitate, la maggior parte delle fiale agli hub", spiega il preside dell'ordine Giacomo Caudo. Si punta tutto sul nuovo Pfizer che dura in frigo 31 giorni

Oltre 180 i medici di base che hanno aderito alla campagna vaccinale mettendo a disposizione lo studio medico per immunizzare i propri assistiti o che immunizzano i pazienti a domicilio e presso gli hub provinciali. A rendere noti nomi e presidi è l'Asp di Messina che oggi ha pubblicato l'elenco dei professionisti di tutto il territorio provinciale. Un macchina operativa da diverse settimane ma che non è immune da problemi legati alla tipologia dei vaccini e alla necessità di organizzare gli appuntamenti secondo tempistiche dettate dalla sopravvivenza dei sieri dopo lo scongelamento. 

A spiegare il sistema è il presidente dell'ordine dei Medici Giacomo Caudo, dopo aver lanciato l'allarme sulla lentezza del procedimento dovuto alla disponibilità delle fiale. "Riceviamo poche dosi perché la maggior parte è destinata agli hub - spiega - Oggi, per esempio, non ne ho avute, ma mi sarebbero servite per le seconde dosi che rinvierò a giovedì quando dovrebbe arrivare il nuovo assortimento". 

Un impegno organizzativo che si ripercuote sul medico. "Se per il vaccino influenzale, che viene venduto in dosi singole, il medico prende la quantità necessaria e le conserva in frigo utilizzandole al bisogno, con quelli covid cambia tutto perché sono pluridose", aggiunge. Ogni fiala di Moderna o di Astrazeneca consente di vaccinare 10 persone, il Johnsonn almeno 5, mentre per Pfizer sono 6 le dosi. 

"Questo significa che una volta aperto il flaconcino deve essere consumato entro i giorni previsti e quindi l'organizzazione delle vaccinazioni deve regolarsi in base a questa istruzione - aggiunge Caudo - Il rischio è quello che se dovesse saltare un appuntamento si possono perdere parti di fiale".

Le scadenze per ogni tipologia di vaccino sono diverse. "A suscitare maggiori complessità certamente i pazienti domiciliari. Non escludo che qualche dose possa essere andata perduta, tuttavia grazie alla platea di persone da immunizzare non sono state molte", rassicura Caudo. Tenuto conto quindi della peculiarità del procedimento l'organizzazione dell'immunizzazione da parte dei medici di base procede a rilento rispetto alle potenzialità. "Finora io ho vaccinato 100 persone, mentre normalmente sarebbero state almeno 300", conclude Caudo.

Adesso la svolta potrebbe essere il "nuovo" vaccino Pfizer che, una volta decongelato, potrà essere somministrato entro 31 giorni e non più entro 5.

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