Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

“Una casa per Evita rimasta senza i suoi cuccioli”, l'appello al rettore che avvia una indagine

Cuzzocrea pronto a fare chiarezza dopo l'appello di una donna che segnalato il caso di una randagia a cui è stato vietato di raggiungere i suoi cagnolini nel giardino dell'ateneo. Il trasferimento al Millemusi e la speranza di trovarle una “famiglia”

Una cagnolina randagia e disperata che non ha potuto raggiungere i suoi cuccioli nel giardino dell’ateneo di Messina perché un custode si sarebbe rifiutato di aprire (“ordini superiori”, ha detto) anche davanti l’appello di una donna che ha poi segnalato agli animalisti e raccontato tutto su facebook.

Solo che alle 20 di sera, quando l’intervento delle associazioni di volontariato per gli animali ha fatto sì che quel cancello si aprisse, dei cuccioli non c’era più traccia.

Ha destato scalpore e commozione la storia divulgata sul profilo facebook da Donatella Del Mastro, che ha ribattezzato la cagnetta Evita e ha scritto una lettera aperta al rettore dell’Università Diego Cuzzocrea chiedendo il suo intervento. Un appello che non è rimasto senza risposta.

“In riferimento ad una nota pervenuta al rettorato – si legge in un comunicato - relativa alla vicenda della cagnolina che si aggirava nei giorni scorsi davanti al cancello del Dipartimento di Scienze politiche e giuridiche, il rettore Salvatore Cuzzocrea comunica che sarà chiesta una relazione al responsabile della KSM ed il verbale redatto dai Vigili urbani intervenuti,  al fine di verificare i fatti e fare chiarezza sulla vicenda”.

Evita, racconta Donatella Del Mastro, ora è stata portata a Millemusi a Messina. Sarà sterilizzata e poi probabilmente tenuta lì.

Ma il 5 marzo sembrava “impazzita, camminava tra le macchine disperata, perché le avevano chiuso il cancello del dipartimento di scienze politiche, accesso ai suoi cuccioli”. Cuccioli che non ha più ritrovato. La donna chiede ora  di diffondete il post: “Taggatelo, mostratelo ad amici e parenti, ma troviamole una casa d' amore che l' aiuti a dimenticare il trauma subito dalla perdita dei cagnolini. Io non sono una volontaria, mi trovavo a passare e lei mi ha chiesto aiuto ed io ho fatto quello che ho potuto, ma so che l' amore guarisce ogni dolore. La mia è una preghiera che sono certa arriverà al cuore giusto”.

Fra queste preghiere anche quella rivolta nella lettera al rettore:“Nessuno ha l ‘obbligo di fare nulla, ma sarebbe bello scoprire che tutti abbiamo amore verso ogni essere vivente, perché solo così possiamo salvare il mondo dal degrado inarrestabile in cui sta precipitando. E sarebbe meraviglioso scoprire anche che lei, che ha sicuramente più amici di quanti ne ho io , riesca a farla adottar , cosicché possa ricevere amore che supplisca in parte al dolore di mamma che sta patendo”.

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