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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Arrivano i carabinieri e buttano la droga nella fognatura, quattro arresti

Sorpresi in flagranza di reato in una abitazione di Minissale. L'operazione dopo una serie di appostamenti. Nei guai tre messinesi e una 33enne reggina

Tre arresti per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Sono stati eseguiti, in flagranza di reato, dai carabinieri di Messina Sud insieme ai militari della Stazione di Gazzi nei confronti del 33enne C.A, il 26enne B.C.M., entrambi messinesi e già noti alle forze dell’ordine, il 37enne B.R. di Messina e la 33enne P.M. di Reggio Calabria, ritenuti tutti responsabili del reato di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio.

I carabinieri, durante i controlli sul territorio, da alcuni giorni avevano notato movimenti sospetti nei pressi dell’abitazione di C.A., sita nel rione Minissale, dotata anche di un sistema di videosorveglianza, attraverso il quale si potevano controllare i movimenti esterni. Dopo diversi servizi di appostamento, i militari hanno deciso di fare irruzione nella casa per effettuare una perquisizione domiciliare. La perquisizione ha consentito di rinvenire circa 40 grammi di sostanza stupefacente tipo marijuana nonché tre involucri in plastica contenenti complessivamente 4 grammi circa di cocaina, che gli arrestati avevano gettato nella conduttura fognaria adiacente all’abitazione nel tentativo di occultarla, poi recuperata dai carabinieri. Nell’abitazione i militari hanno inoltre rinvenuto 5 bilancini elettronici di precisione e la somma in contanti di euro 1.281,00, ritenuta provento dell’attività di spaccio.

La sostanza stupefacente, i bilancini di precisione e la somma di denaro sono stati sottoposti a sequestro ed i quattro soggetti sono stati arrestati, in flagranza di reato, in quanto ritenuti responsabili del reato di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Ieri mattina gli arrestati sono comparsi dinnanzi al Giudice del Tribunale di Messina che, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto per B.C.M., B.R. e P.M. la sottoposizione agli arresti domiciliari, mentre C.A. è stato ristretto al carcere di Noto.

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