Carabinieri, staffetta al Comando “Culqualber”: il generale Carmelo Burgio subentra a Luigi Robusto

Questa mattina la cerimonia nel piazzale della caserma "Bonsignore" alla presenza del comandante Giovanni Nistri e delle autorità civili e militari. Il pensiero alla Bandiera di Robusto nel suo ultimo giorno di servizio dopo 45 anni

Cambio di guardia al comando interregionale carabinieri “Culqualber”. Questa mattina il piazzale della caserma "Bonsignore" ha ospitato la cerimonia di avvicendamento nell’incarico di comandante tra il generale di corpo d’armata Luigi Robusto e il generale di corpo d’armata Carmelo Burgio.

Alla cerimonia ha partecipato il comandante generale dell’Arma Giovanni Nistri, insieme ad esponenti delle autorità civili e militari di Sicilia e Calabria. Presente anche una delegazione della rappresentanza militare e dei commilitoni in congedo dell’associazione nazionale carabinieri nonché la rappresentanza della scuola militare Nunziatella di Napoli.

La cerimonia ha visto lo schieramento della Bandiera di guerra e della Fanfara del 12° Reggimento carabinieri “Sicilia” e di un Reggimento di formazione, articolato su due battaglioni composti da
militari dell’Arma territoriale, dei carabinieri dei Reparti speciali operanti in Sicilia e Calabria e della scuola Allievi di Reggio Calabria, che hanno reso gli onori militari.

Il generale Robusto, nel lasciare l’incarico di Comandante del Comando Interregionale, ha rivolto un pensiero alla Bandiera ed alle vittime del dovere, ringraziando tutte le autorità intervenute ed ha
sottolineato come il suo periodo di comando sia stato caratterizzato da rapporti veri, improntati sulla lealtà e sulla verità perché, soprattutto in queste regioni in cui si combattono mafia e ’ndrangheta, “la verità sa meno di ipocrisia”. Quindi ha concluso parlando ai giovani, al mondo della scuola, alle istituzioni locali ed alla cittadinanza ed ha infine lasciato in eredità ai “propri carabinieri” un ordine del giorno nel quale ha riassunto i valori che hanno ispirato il suo ultimo triennio di comando a Messina.

Il generale Burgio ha espresso la propria personale soddisfazione per l’alto incarico conferito, assicurando il massimo impegno anche perché animato da una vita di sentimenti vissuti nell’Arma e “armato” dell’orgoglio di essere originario di queste terre. Poi ha ringraziato i militari schierati che rappresentano idealmente tutti i militari del Comando Interregionale per l’impegno sin qui profuso, rammentando loro che è dovere del carabiniere dare sempre lo stesso credito, lo stesso impegno e la stessa affidabilità che il cittadino riconosce all’Arma.

Il comandante generale, nell’esprimere il proprio apprezzamento ai militari presenti per gli eccellenti risultati conseguiti menzionando alcune tra più rilevanti operazioni condotte nell’ambito
del comando interregionale, l’ultima l’operazione Nebrodi di ieri, ha rivolto il pensiero ai caduti ed ai loro familiari ed alla Bandiera, paradigma dei valori dell’Arma. Ha inoltre sottolineato come, al di là dei rilevanti risultati operativi, sia ancora più importante, tanto più nelle regioni del sud, la vicinanza, la prossimità e la disponibilità dei Carabinieri al cittadino, a tutela delle molteplici fragilità che attraversano la nostra società con comportamenti che si traducono nell’affidabilità dell’Istituzione che costituisce un punto di riferimento essenziale nel sistema della sicurezza in Italia.

Il generale Nistri, infine ha salutato il generale Robusto ringraziandolo per il brillante lavoro svolto, con grande impegno, senso del dovere ed elevata professionalità dimostrati in oltre 45 anni
di servizio da Ufficiale dell’Arma dei carabinieri, formulandogli gli auguri affettuosi e sinceri per un avvenire ricco di serenità, salute e prosperità ed ha indirizzato al generale Burgio gli auspici di buon lavoro.

Il messaggio del generale Robusto

Termina oggi il mio mandato in questo Sud del Sud della nostra Italia e, con esso, il mio servizio attivo.

Alle bandiere, ai caduti e ai loro cari, ispiratori silenziosi e solenni delle nostre virtù, a voi tutti in servizio, ai componenti degli Organismi di Rappresentanza, così come all’Arma in congedo, custode della Storia, al personale civile della Difesa e alle vostre famiglie, silenziose, ma sempre presenti, il mio commosso saluto.

Abbiamo vissuto, nella verità e per la verità, momenti magici che, sfidando talvolta l’impossibile, ma anche ciò che per altri poteva apparire superfluo, ci hanno ispirato, sostenendo i nostri entusiasmi e quella parte migliore che risiede nel nostro io, rendendoci credibili, talvolta anche importanti, se non fantasiosi, agli occhi di molti. A sostenerci: l’umiltà e la fede!

Su tali virtù, abbiamo costruito ogni sorta di attività, spaziando in ogni settore, sì da rendere ognuno protagonista del proprio tempo, lodandolo e onorandolo con atteggiamenti ispirati al rispetto delle piccole cose e, soprattutto, del prossimo. Un viaggio magnifico, poiché: illuminato dall’entusiasmo, sorretto dalla fede e animato da una volontà: quella di donare un colore, più che mai vivido, allo spartito musicale di un’orchestra di operatori di giustizia che, via via nel tempo, sono cresciuti nel numero, facendo squadra.

Una melodia fantastica, un’armonia condivisa tra comandanti e gregari, ma, soprattutto, ascoltata e condivisa anche dalle genti di questo nostro Sud.

Eppure, siamo in terre così dette di mafia, ove ci siamo resi conto, però, che talvolta queste peculiarità, costituiscono anche una moda per affrancarsi da altri problemi, ma anche per fare “paura”! Abbiamo così dimostrato di saper donare un volto diverso al nostro servizio, facendo sul serio!

Sì, perché non abbiamo dato per scontato nulla; alle parole dure di uomini e donne duri, abbiamo risposto con la musica dei nostri cuori, sorretti da una fede e da una cultura antiche e che, quaggiù, hanno trovato un terreno fantasticamente fertile.

E allora, il sangue dei nostri caduti, il sudore dei nostri avi, l’orgoglio e l’entusiasmo, di noi carabinieri di oggi, sono riusciti a prevalere sull’indifferenza, la menzogna, il sopruso, la malafede, l’ignavia e il nepotismo di chi non ha mai servito, per onorarne la vera cultura, questi luoghi, ove anche chi è mafioso e possiede una dignità ha: un coraggio, una fede, un’ideale, ma ha, inesorabilmente, bisogno di esempi che esaltino lo Stato di diritto.

È questo ciò che ho imparato in questi tre anni circa, inizialmente voluti dall’Arma, ma poi, ancor più, sostenuti dalla mia volontà: quella di onorare l’ultima realtà di servizio di un percorso che mi ha fatto toccare svariate latitudini, in organizzazioni diverse, conservando sempre lo stesso entusiasmo del primo giorno, ma anche la libertà di pensiero dello stesso primo giorno di servizio.

Il dialogo con le Autorità tutte, con le altre Forze di Polizia e Armate, con le Associazioni, con il cittadino e, soprattutto, con i giovani è stato esaltante e i risultati sono stati resi tangibili da ciò che siamo riusciti a realizzare con ognuno di loro e in ogni campo, fino a condividere: una fiaccolata sulle pendici di una montagna calabrese, o uno spettacolo musicale sul palcoscenico del Teatro antico di Taormina e, soltanto poche ore fa, un Alzabandiera con i giovani di una Scuola che tanto ci ha offerto e ai quali abbiamo inteso donare il tronco del nostro albero di Natale, l’ultimo dei tre trasformati in un pennone.

Ritengo quindi, che siamo stati protagonisti di una poesia che ci ha fatto sognare e che ha fatto sognare, donando o restituendo dignità alla vera storia di questi popoli.

In questa poesia, i miei sogni e voi che ne siete stati gli animatori!

Al mio successore, Gen. C.A. Carmelo BURGIO, giunga l’augurio di poter vivere questa nuova storia con gli stessi entusiasmi e con le stesse armonie che io ho raccolto e che, con gioia, oggi, lascio nelle sue mani.

Ai miei maestri di vita, Ufficiali e non e, in particolare, al mio ultimo
Comandante: il Gen. C.A. Giovanni NISTRI, un grazie per ciò che mi è stato trasmesso in quanto a valori, di cui ho fatto sempre, con umiltà, tesoro, onorandoli. Solo così sono
riuscito a condividere sempre con dignità, e in ogni circostanza, la verità.

Grazie di cuore e auguri.

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