Cronaca

“Jesus” torna a casa, finisce l'incubo dell’imprenditore bloccato in Argentina

Carlo Collovà atterrato nelle scorse ore a Fiumicino racconta l'emozione ma anche l'amarezza per chi ancora non riesce a tornare in Italia: "Tenete duro e non smettete di farvi sentire"

Carlo Collovà durante il suo viaggio di rientro in Italia

L’incubo di Carlo Collovà è finito. “Jesus”,  l’imprenditore di Naso finalmente  ieri sera  è atterrato a Fiumicino dopo essere rimasto bloccato in Argentina a causa dell’emergenza Covid . A separarlo dalla Sicilia un volo per Catania che lo porterà a casa nel pomeriggio di oggi. La sua storia è diventata il simbolo degli italiani che si sentono abbandonati all’estero e che lottano per un ritorno alla normalità.

Tutto è cominciato all’inizio dell’anno quando Jesus ha deciso di andare a fare un viaggio in Argentina: “Sono partito a metà gennaio per andare a trascorrere le vacanze tra Argentina e Uruguay- racconta Carlo- mentre ero lì il covid-19 si è abbattuto sull'Italia e poi sul resto del mondo, così il mio rientro, previsto per il 25 marzo è diventato un’odissea. Avevo capito che rientrare sarebbe stato complicato, ma non pensavo così tanto, pensavo che l'Italia avrebbe fatto di tutto per far rientrare i cittadini bloccati per questa emergenza, purtroppo ho dovuto ricredermi scontrandomi con la realtà e, vivendo sulla mia pelle, le grandi difficoltà che si sono presentate”.

Quando è scoppiata la pandemia in Europa e soprattutto in Italia la situazione è precipitata e l’imprenditore tra mille peripezie ha fatto di tutto per tornare a casa il prima possibile: “Per fortuna-continua Collovà- io ho una parte della mia famiglia in Argentina, con non poche difficoltà sono riuscito ad arrivare dalla tierra del fuego a Buenos Aires dalla mia famiglia prima che iniziasse il lockdown in tutta l'Argentina”.

Dopo l’arrivo a Buenos Aires  è cominciata la lunga attesa di “Jesus” prima che arrivasse il tanto desiderato volo che lo riportasse in Italia:  “L'emozione per il rientro è tanta ma altrettanta è l'amarezza, pensando ai tanti connazionali ancora bloccati lì. Ai connazionali ancora fuori – aggiunge Jesus- dico di tenere duro e di non smettere di farsi sentire, fare rumore con ogni mezzo e chiamare costantemente i consolati e l'unità di crisi della Farnesina”.

Per Jesus è arrivato il momento di gettarsi alle spalle questa brutta storia  e di tornare alla normalità, oggi pomeriggio infatti potrà riabbracciare la sua Naso: “Dopo un viaggio lunghissimo, una notte insonne passata in aeroporto a Fiumicino, in attesa del volo per Catania la prima cosa che farò probabilmente sarà un bella dormita in un letto vero dopo quasi 2 giorni di viaggio”.

Nella stessa situazione dell’imprenditore tanti italiani che ancora restano “intrappolati” all’estero, dietro il cui rientro non mancherebbero disagi e speculazioni come l'aumento delle tariffe aeree o l’annullamento di voli a ridosso della partenza. A mobilitarsi in loro favore  Antonella Papiro che  insieme alle colleghe Yana Ehm e Simona Suriano del Movimento 5 stelle scrive al ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Luigi Di Maio, ed al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli.

A darne notizia la stessa deputata Orlandina: “Abbiamo deciso di presentare un’interrogazione per far chiarezza sulla questione e dare risposte ai cittadini ancora bloccati all'estero, che chiedono supporto e vigilanza su eventuali pratiche scorrette o speculazioni. Abbiamo evidenziato anche la questione dei rimborsi spesso sostituiti da voucher a discrezione delle compagnie aeree, oltre a porre l’attenzione del Governo sulle spese fuori mercato sostenute da alcuni connazionali per rientrare in Italia, cercando di valutare ulteriori possibili iniziative che consentano di velocizzare e semplificare il rimpatrio dei tanti italiani attualmente all'estero. Siamo sicuri -conclude la deputata - che i ministeri competenti si dimostreranno sensibili alla questione e continueranno, nel segno dell’impegno già dimostrato finora, come già fatto con la creazione di un’unità operativa speciale sotto l’Unità di Crisi della Farnesina che ha facilitato l’organizzazione di voli speciali, considerando anche il ricorso al Meccanismo europeo di protezione Civile per alcuni rimborsi”.

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