Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Caro voli, dopo le proteste e le denunce l'Antitrust avvia un'indagine sull'uso degli algoritmi

Dopo l'ennesima impennata dei prezzi da e per la Sicilia e la Sardegna, l'Autorità verificherà "i possibili effetti negativi sul funzionamento del mercato e sulle condizioni di offerta ai consumatori", ma anche "le modalità di comunicazione al pubblico delle tariffe". Schifani: "Le nostre battaglie sono fondate"

L'Antitrust della concorrenza e del mercato ha avviato un'indagine conoscitiva sull'uso degli algoritmi di prezzo nel trasporto aereo dedicato ai passeggeri sulle rotte di collegamento tra la penisola e la Sicilia e la Sardegna, caratterizzate da particolari esigenze di mobilità. Alla base di questa decisione il fatto che, in concomitanza con la ripresa della domanda di trasporto aereo, a partire dall'anno scorso e dopo i vari blocchi dovuti alla pandemia, sono stati rilevati, da soggetti istituzionali e non, livelli di prezzo elevati in corrispondenza dei periodi di picco di domanda.

Le compagnie aeree adottano da anni sistemi di definizione dei prezzi che, grazie all'uso di algoritmi e di software per il trattamento dei dati, differenziano e adattano nel tempo i costi dei voli. Negli ultimi anni - spiega l'agenzia Dire - il grado di automatizzazione e di sofisticazione di questi sistemi è notevolmente aumentato, sia per la crescita esponenziale delle informazioni trattabili sia per l'evoluzione tecnologica. In prospettiva, l'utilizzo di tecniche di intelligenza artificiale e machine learning potrebbe consentire l'uso di algoritmi di autoapprendimento, in grado di elaborare nuovi criteri di definizione dei prezzi. 
L'attività di indagine dell'Antitrust riguarderà i possibili effetti negativi sul funzionamento del mercato e sulle condizioni di offerta ai consumatori legati all'uso degli algoritmi di prezzo, nel contesto di riferimento.

L'indagine approfondirà anche le modalità di comunicazione al pubblico dei prezzi dei biglietti aerei e delle loro diverse componenti. In considerazione delle nuove previsioni normative l'Autorità potrà, a seguito dell'indagine conoscitiva, imporre alle imprese misure comportamentali o strutturali per eliminare le distorsioni della concorrenza o per raccomandare le opportune modifiche legislative/regolamentari per migliorare il funzionamento dei mercati. Inoltre se - nel corso del procedimento - le imprese presentano impegni, l'Antitrust potrà valutarne l'idoneità a risolvere le criticità rilevate e renderli obbligatori.

La reazione di Schifani

Una notizia alla quale il presidente della Regione, Renato Schifani reagisce così: "E' la conferma che le nostre battaglie in difesa dei viaggiatori contro le distorsioni del sistema di determinazione dei prezzi sono fondate e giustificate dall'abnorme e intollerabile ripetersi del caro biglietti anche in occasione delle prossime festività. Grazie alla nuova legge, fortemente voluta dal ministro Urso, che conferisce maggiori poteri di indagine all'Antitrust, si potrà finalmente fare chiarezza su un meccanismo che reputo penalizzante per i siciliani e per quanti vogliano raggiungere la nostra Isola e, soprattutto, sarà possibile imporre alle compagnie comportamenti più corretti. È quanto, come governo della Regione, abbiamo sempre auspicato. Le logiche di mercato non possono mirare soltanto al profitto, generando situazioni di cartelli di fatto ai danni di territori già penalizzati dalla loro collocazione geografica".

La reazione del Codacons

Molto soddisfatto è poi il Codacons, l'associazione dei consumatori che lo scorso 5 novembre denunciò attraverso un dettagliato report i rincari dei prezzi dei biglietti aerei per Sicilia e Sardegna in vista delle partenza di Natale. "In base alla denuncia del Codacons, per volare a Catania partendo il 22 dicembre con un biglietto di sola andata, si spendevano nei giorni scorsi un minimo di 206 euro partendo da Milano, 231 euro da Bologna, 239 euro da Torino e 242 euro da Firenze. Se si spostava la data di partenza al 23 dicembre, la spesa saliva a 273 euro a biglietto partendo da Torino, 286 euro da Firenze. Per arrivare a Palermo imbarcandosi il 23 dicembre, la spesa minima era di 143 euro da Roma (sempre solo andata), 220 euro da Milano, 269 euro da Torino e addirittura 314 euro da Bologna. Prezzi che – segnala il Codacons – risultano in ulteriore crescita con l'avvicinarsi delle partenze". Proprio per contrastare il fenomeno del caro voli durante il periodo natalizio l'associazone aveva chiesto all'Autorità di "intervenire sull'ennesimo rialzo dei voli aerei a danno di lavoratori e studenti che tornano a casa durante le feste. Non possiamo non chiederci che fine abbiano fatto le misure del Governo introdotte col decreto Asset e che erano finalizzate proprio ad evitare ciò che il Codacons ha registrato, ossia un aumento delle tariffe per i collegamenti con le isole durante un periodo di picco della domanda".

Fonte: Today.it

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