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Il bosco di Caronia

Il bosco di Caronia

Caronia, Viviana forse caduta in un burrone: consulenti pronti a chiedere nuovo esame sui corpi

Le ipotesi sulla morte della 43enne dopo che gli esperti della famiglia Mondello hanno scartato l'ipotesi traliccio. "Dietro la tragedia c'è una combinazione criminale". Il criminologo Lavorino tira fuori le carte sull'utilizzo degli strumenti laser negato dalla Procura

Viviana Parisi potrebbe essere caduta da un burrone in seguito ad un incidente o per mano di ignoti. E' una delle ipotesi che i consulenti della famiglia Mondello stanno prendendo in considerazione per far luce sulle cause della morte della 43enne. Dopo aver scartato la precipitazione dal traliccio, vista l'assenza di tracce della donna sul pilone e le difficoltà logistiche, il criminologo Carmelo Lavorino e il medico legale Antonio Della Valle hanno esaminato con attenzione i luoghi della tragedia alla ricerca di nuovi riscontri. 

I dubbi sulla morte di mamma e figlio e quel buco di 48 ore

La morte per precipitazione è stata confermata dagli stessi consulenti dopo l'analisi sul cadavere effettuata lo scorso 6 marzo. Resta quindi da individuare il punto esatto dove possa essere morta Viviana. Il bosco di Caronia presenta crepacci e dirupi in cui la donna potrebbe essere caduta poche ore dopo l'incidente in autostrada. Il suo corpo, infatti, era ai piedi del traliccio già dalla mattina del 5 agosto, due giorni dopo la scomparsa. Resta il buco di quelle 48 ore in cui la Viviana e il bimbo potrebbero anche essere stati uccisi. Mentre si attende di capire perchè i cani delle forze dell'ordine non hanno fiutato l'odore rilasciato dai due cadaveri in avanzato stato di decomposizione.

Lavorino: "Siamo davanti a una combinazione criminale"

I consulenti di parte, in attesa di avere tutti i dati dagli investigatori, non escludono alcuna pista, ma partono da alcune certezze. Come detto, Lavorino esclude il suicidio della donna e qualsiasi violenza da lei commessa sul bimbo, per poi insistere sulla morte violenta di entrambi e su una successiva messa in scena riguardo allo spostamento dei cadaveri."Siamo davanti a  una combinaziona criminale - precisa il criminologo - altamente motivata per la propria sicurezza, un'abile, artata e organizzata attività di depistaggio e di messinscena, tramite una facile e sicura traslazione del corpo di Viviana sotto il traliccio con mezzi adeguati e in totale sicurezza. Tale combinazione criminale è formata con alta probabilità da soggetti con caratteristiche di profonda conoscenza del territorio, dei sentieri, dell'orografia e degli eventi; soggetti che si muovono con sicurezza, conoscenza, padronanza e certezza dell'impunità. Lo stesso dicasi per Gioele con riferimento al luogo del rinvenimento dei suoi resti".

Verso la richiesta di un nuovo esame sui resti di Viviana e Gioele

Intanto, gli avvocati della famiglia, Pietro Venuti e Claudio Mondello, sarebbero intenzionati a presentare una nuova istanza per ripetere l'esame esterno sui resti di mamma e figlio, stavolta con l'ausilio delle apparecchiature 3d finora negate dalla Procura di Patti. A riguardo, Lavorino ha tirato fuori le carte per rispondere allo stesso procuratore Angelo Cavallo sulle tre richieste fin qui rigettate. "Ho reso pubblica la pagina finale della richiesta degli avvocati Mondello e Venuti affinché noi potessimo usare la strumentazione Laser 3d e il rigetto dell'istanza a firma dei Pm e del procuratore capo. Sicuramente ci saranno stati degli equivoci, sicuramente delle incomprensioni. Alla luce delle dichiarazioni del procuratore che ha affermato che ci concederà qualunque attività (ovviamente ragionevole e lecita) siamo fiduciosi che potremmo usare detta nostra strumentazione. Ribadisco la stima e la fiducia nei legali Claudio Mondello e Pietro Venuti che ci hanno permesso di collaborare con loro per i fini di giustizia e verità e che hanno aderito a tutte le nostre richieste tecniche-professionali di acquisizioni dati e di attuazione di indagini difensive, dimostrandosi i suddetti avvocati meticolosi, motivati ed altamente professionali, e ribadendo il nostro rispetto
verso il procuratore capo, i sostituti e tutti gli Inquirenti".

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