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Tutti in campo per trovare Gioele: c'è anche l'Esercito mentre il padre guida una nuova spedizione

Adesso si batte un'area di 750 ettari. Parenti e amici di Daniele Mondello insieme a forze dell'ordine e vigili del fuoco. Interrogato il dipendente del Cas che ha prestato assistenza a Viviana. I buchi neri di una vicenda sempre più ingarbugliata

Da questa mattina ci sono anche i militari della Brigata Aosta a partecipare alle ricerche di Gioele Mondello. Tre squadre da dieci uomini che affiancheranno vigili del fuoco, protezione civile, forze dell'ordine, unità cinofile e corpo forestale. Un dispiegamento che finora non si era mai visto concentrato su un'area adesso estesa a 750 ettari dal punto in cui Viviana Parisi ha lasciato l'auto dopo l'incidente in autostrada la mattina del 3 agosto scorso.

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Si tenta il tutto per tutto per chiudere il cerchio su una vicenda che ogni giorno diventa più ingarbugliata. Nelle ultime ore gli inquirenti hanno posto sotto la lente d'ingrandimento anche la collina che sovrasta l'autostrada, in direzione opposta al boschetto dove l'8 agosto è stato trovato il cadavere della 43enne. 

In azione anche parenti e familiari della musicista che hanno raccolto l'invito lanciato dal marito Daniele Mondello sulla propria pagina Facebook. L'uomo ha organizzato un gruppo di volontari per aiutare nelle ricerche, iniziativa che ha avuto l'ok da parte dello stesso prefetto Librizzi. "Il piccolo Gioele - ha detto il rappresentante del governo -  è ormai entrato nel cuore di tutti e nulla è stato lasciato di intentato per raggiungere l'obiettivo del suo ritrovamento". 

La polizia intanto ieri ha esaminato le celle telefoniche della zona. L'obiettivo è accertare l'eventuale presenza di terze persone nei luoghi attraversati da Viviana e dal bimbo nei minuti successivi all'incidente. 

Interrogato l'operatore del Cas che ha prestato assistenza a Viviana

Gli inquirenti hanno anche ascoltato il dipendente del Cas che ha raccolto la richiesta di assistenza della donna al casello di Sant'Agata di Militello. Secondo quanto ricostruito, infatti, Viviana avrebbe contattato l'operatore premendo il tasto di chiamata, probabilmente non aveva monete in tasca ma solo banconote di grossa taglia e non si fidava di inserirle nella cassa automatica. Da qui l'idea di segnalare al responsabile la situazione. Ma l'esattore non avrebbe notato nulla di particolare durante il breve colloquo con la 43enne, limitandosi a registrare la richiesta come prevede il regolamento. 

La scusa al marito prima di uscire di casa e poi lo shock in seguito all'incidente

I punti certi della vicenda restano comunque pochi. Appare verosimile la possibilità che Viviana sia partita da Venetico con la chiara intenzione di raggiungere la Piramide della Luce di Motta d'Affermo. L'esigenza di andare al centro commerciale di Milazzo sembrerebbe solo una giustificazione fornita al marito Daniele Mondello che inizialmente aveva insistito per accompagnarla, per poi rimanere a casa davanti al rifiuto della donna. Intorno alle 9.30 la 43enne ha iniziato il suo viaggio che è proseguito senza problemi salvo il piccolo intoppo con la richiesta di assistenza al casello di Sant'Agata di Militello dove si sarebbe fermata per fare benzina prima di riprendere l'autostrada. All'improvviso l'incidente all'interno della galleria Pizzo Turda. L'Opel Corsa della donna urta la fiancata di un furgone durante una manovra di sorpasso, prosegue fino alla fine del tunnel e poi si ferma in una piazzola di sosta con una gomma a terra.

Come rilevato dalla polizia stradale si è trattato di un impatto di poco conto, più simile a una "strisciata" tra le fiancate dei due veicoli. Ma per Viviana è stato un vero e proprio shock che ha innescato una reazione improvvisa e apparentemente senza logica. La donna ha preso in braccio Gioele, probabilmente spaventato dall'incidente, ha ignorato l'assistenza degli altri automobilisti e si è diretta verso la collina che sovrasta l'autostrada. Da qui in poi il buio totale fino al ritrovamento del cadavere sotto un traliccio dell'alta tensione, in uno stato avanzato di decomposizione e con lesioni riconducibili a una caduta dall'alto. Di Gioele, invece, continua a non esserci traccia nonostante il notevole dispiegamento di forze che ormai da più di due settimane batte palmo a palmo la zona. 

Le ipotesi al vaglio degli inquirenti

Tramontata l'ipotesi secondo la quale il piccolo sarebbe morto a causa dell'incidente, restano in piedi altre possibilità. Dall'aggressione da parte di animali selvatici, compresi i due rottweiler avvistati in zona, all'omicidio-suicidio. Una tesi che potrebbe trovare riscontro dal particolare stato emotivo di Viviana Parisi, da tempo in preda a manie di persecuzione e crisi nervose. Tuttavia, i familiari continuano ad escludere che la donna possa aver ucciso il bimbo nei confronti del quale era molto protettiva. 


 

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