Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Casa sequestrata per l'incendio a Montepiselli, famiglia dorme in auto per una settimana

Archiviata l'indagine sulla morte dell'anziana, bruciata viva la vigilia di Capodanno. E' la fine di un incubo per il figlio che ha potuto far rientro dopo un mese e mezzo nell'abitazione di via Gelone insieme alla moglie e alla figlia

Immagine di repertorio

Hanno dormito in auto per una settimana, dopo aver dovuto elemosinare l’ospitalità di qualche amico e parente di cui non volevano più approfittare.
E’ l’amara storia di una famiglia che ha vissuto nel dolore e fra immense difficoltà questo ultimo mese. Da quando, il 31 dicembre, mentre il resto del mondo si preparava a brindare al nuovo anno, è morta tra le fiamme l’anziana di 92 anni nella sua casa di Montepiselli.

Un caso subito additato come dramma della solitudine: una anziana sola, la notte di San Silvestro, troppo vicina con il suo scialle di ciniglia alla stufa. Un istante, le fiamme che l’avvolgono, il tentativo invano di raggiungere il bagno per spegnere l’incendio. Non ce l’ha fatta Rosina Pintabona. 

Morta mentre aspettava l’arrivo del figlio, che con la nuora e la nipote sedicenne abitavano con lei da anni.

Una famiglia con poche risorse ma che con tanta dignità e affetto condivideva la propria quotidianeità in quella casa, al primo piano di un palazzo popolare di via Gelone.

Erano fuori per una visita medica nella capitale, mancavano da qualche giorno, ma sarebbero rientrati in tempo per passare insieme la notte di San Silvestro e il capodanno. 
Invece, al dolore immenso per la scomparsa della donna, si è aggiunto anche il dramma di non poter più fare neanche ritorno a casa. I sigilli posti dalla procura per le indagini sulla dinamica ne hanno impedito l’accesso fino ad oggi.

In questi mesi non è stato possibile entrare neanche per prendere effetti personali, neanche i libri della nipotina che dormiva sempre con la sua nonna e che  ancora non riesce a darsi pace per l’accaduto. La famiglia, oggi ha potuto fare ritorno a casa, dopo varie istanze presentate dall’avvocato Luigi Giacobbe. Archiviata anche l'indagine contro ignoti, in quanto non sono emerse responsabilità sull'accaduto.

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