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Sabato, 15 Giugno 2024
Cronaca Bisconte

FOTO | Le ridanno la casa occupata mentre era in ospedale, ma è distrutta senza porte e mobili

A fare l'amara scoperta una parente della proprietaria dell'abitazione. La consegna delle chiavi da parte di Arismè che si impegna: "Pagheremo le spese necessarie a rendere abitabile l'appartamento"

Si conclude dopo tre anni la vicenda della donna a cui avevano occupato la casa mentre era ricoverata. Nel pomeriggio, al termine di un lungo iter giudiziario, l'appartamento di Bisconte è stato riconsegnato a una parente della signora, ancora convalescente. Ma la soddisfazione per il lieto fine è durata poco. L'abitazione è stata infatti distrutta dalla ragazza che aveva vissuto al suo interno senza alcuni diritto. Niente mobili, porte e perfino vetri della finestra. Questa l'amara sorpresa quando è stata riaperta la porta dopo la consegna delle chiavi da parte di Vincenzo La Cava, presidente dell'Agenzia per il Risanamento. "Grazie a tutti quelli che si sono interessati - ha detto la donna - anche se non ritrovo la casa per come l'aveva lasciata mia cugina che è ancora malata. Non c'è più niente, spero che non succedano più cose del genere, deve cambiare la mentalità. Chi ha diritto è giusto che ottenga un alloggio, ma azioni del genere non sono corrette".

Le condizioni della casa

Arismè pronta a farsi carico delle spese necessarie ad intervenire sull'abitazione e renderla abitabile. "Siamo pronti ad intervenire - ha spiegato La Cava - per aiutare questa persona che deve stare serenamente a casa sua. Continueremo a combattere contro il malcostume delle occupazioni abusive, l'amministrazione comunale punta alla legalità. Oggi abbiamo ottenuto un risultato importante, andiamo avanti senza guardare in faccia nessuno".

La vicenda

Il 9 agosto 2020 un appartamento all'interno di un palazzo popolare di Bisconte viene occupato da una ragazza. La giovane si introduce all'interno della casa senza alcun diritto, sfruttando il ricovero della proprietaria. Inizia un lungo iter fatto di raccomandante e convocazioni a cui l'abusiva non si è mai presentata. Da qui la decisione di Arismè di presentare ricorso in tribunale in qualità di ente che gestisce l'immobile per conto del Comune di Messina. L'Agenzia per il Risanamento chiede il rilascio immediato della casa e la condanna dell'occupante al pagamento di un indennizzo di 3mila euro per l'illegittimo e abusivo utilizzo. Nel frattempo scatta la denuncia e il relativo procedimento penale in Procura. Poi lo sgombero forzato e la riconsegna dell'abitazione che la legittima proprietaria aveva ereditato dopo la morte del padre. 

Una storia di degrado e inciviltà su cui aveva acceso i riflettori anche il vicepremier Matteo Salvini che aveva commentato la vicenda su Facebook rivendicando il provvedimento della Lega che esonera i proprietari di case occupate abusivamente dal versamento della quota Imu.

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