Cronaca Centro / Via I Settembre

L'incubo della Come d'Incanto, i rifiuti non rimossi bloccano la riapertura: "Ancora un trauma per i nostri ospiti"

Il 20 aprile la casa di riposo simbolo del coronavirus doveva riaprire i battenti. Ma la porta è sbarrata da una catasta di materiale non ancora smaltito. La denuncia del "Cutroni Zodda" e l'esposto dopo errori e ritardi sui tamponi al personale

Lunedì 20 aprile doveva essere il giorno della rinascita per la casa di riposo "Come d'Incanto", luogo simbolo dell'emergenza coronavirus in città. La responsabile Donatella Martinez era pronta a ripartire con il pensiero fisso sui 24 ospiti della struttura stroncati dal Covid e con la voglia di riabbracciare i 15 anziani che un mese fa sono stati costretti a lasciare la Rsa di via primo settembre. 

Ma tutto è stato rinviato. E il motivo alla base suona come una beffa se si guarda all'intera vicenda. L'accesso alla casa di riposo è sbarrato da una montagna di rifiuti speciali rimasti all'interno dal 28 marzo, giorno in cui si è provveduto allo sgombero. Cartoni, oggetti e suppellettili vari e perfino i materassi. Tutto accatastato a ridosso delle pareti al termine degli interventi di sanificazione, effettuati dopo che ospiti e personale avevano lasciato la struttura. 

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"Dal 7 aprile - spiega la titolare Donatella Martinez - aspettiamo l'invio di un cassone per rimuovere i rifiuti, ma non ho mai ricevuto alcuna risposta. Si tratta di materiale già sanificato, ma che deve però essere smaltito secondo procedura. Adesso rischiamo problemi a livello igienico-sanitario e già è possibile avvertire il tanfo che si è venuto a creare".

Da qui la decisione di rivolgersi alle forze dell'ordine. Martinez ha infatti informato polizia municipale e carabinieri sulla mancata rimozione dei rifiuti.

C'è la ditta pronta a svolgere il servizio, ma aspetta di capire da chi ricevere l'incarico. Dopo settimane in cui si è assistito ad un rimpallo di competenze la situazione potrebbe finalmente sbloccarsi. "Secondo quanto ci è stato riferito da Messina Servizi - ha precisato la titolare della casa di riposo - è l'Asp a dover intervenire. Abbiamo inviato l'ennesima richiesta via mail e aspettiamo una soluzione in tempi brevi. Quanto avvenuto è incredibile e ha provocato un ulteriore danno alla nostra attività".

Gli ospiti che nelle ultime sarebbero dovuti tornare in via primo settembre sono stati trasferiti in altre strutture della città. Si tratta di pazienti guariti dal coronavirus insieme ad altri anziani che invece erano sfuggiti al contagio. Ma la porta della "Come d'incanto" resta sbarrata da quel cumulo di rifiuti.

"Aspettavamo con ansia di riabbracciare i primi 15 nostri ospiti - spiega Donatella Martinez - ma a noi è stata negata la riapertura e gli anziani sono stati portati altrove. C'è chi è stato addirittura trasferito in reparti Covid nonostante sia negativo. C'è un costo per ospitare queste persone, un dispendio economico che poteva essere evitato se solo avessero provveduto a liberare la nostra casa di riposo dai rifiuti. I nostri anziani non meritavano ulteriori disagi dopo l'inferno che hanno dovuto subire. Mi rincuora solo il fatto che sono stati curati e assistiti da professionisti anche lontano dalla nostra struttura che loro considerano una casa a tutti gli effetti".

La denuncia del "Cutroni Zodda"

Ma per la "Come d'incanto" piove sempre sul bagnato. Il  "Cutroni Zodda" di Barcellona Pozzo di Gotto ieri ha presentato una denuncia alla polizia lamentando di non aver potuto dimettere quattro pazienti, provenienti dalla casa di riposo, vista l'impossibilità della struttura di via primo settembre a riprendere il servizio.

I ritardi e gli errori sui tamponi effettuati ai dipendenti

Gravi anomalie sarebbero state riscontate anche nella comunicazione dei risultati dei tamponi a cui è stato sottoposto il personale della casa di riposo. A mettere nero su bianco l'avvocato della "Come d'incanto" Antonello Scordo in un esposto presentato in Procura e inviato anche a Comune, prefettura e Asp.

"Ad oggi - si legge nel documento - nonostante i ripetuti solleciti anche per le vie brevi, non sono stati comunicati tutti gli esiti dei tamponi eseguiti, tra la fine di marzo ed i primi giorni del mese di aprile, sui dipendenti della Casa di Riposo, e fatto ancor più grave sono stati comunicati, salva successiva rettifica, esiti di tamponi diversi da quelli poi effettivamente risultati".

In poche parole c'è chi ha ricevuto la comunicazione ufficiale di essere negativo al virus e, dopo aver ripreso normalmente la propria vita quotidiana, ha ricevuto una smentita temendo nuovamente di essere positivo. 

"Tutto questa situazione - racconta Martinez - ha generato ulteriore caos. Io stessa ho dovuto attendere per avere l'ufficialità sull'esito del mio tampone e non entro nella casa di riposo dal 18 marzo. Pretendiamo chiarezza con l'auspicio di poter presto voltare pagina". 

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