Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Case di riposo sotto la lente della polizia municipale, individuate 15 strutture “fantasma”

Secondo i primi risultati dell'indagine non sono iscritte all’elenco regionale o locale. Ancora da verificare se dipende da carenze di requisiti o documentali o formalità burocratiche

Una quindicina di case di accoglienza e di riposo a Messina senza le previste autorizzazioni. E’ il risultato, ancora parziale, di una indagine in corso da parte della Polizia municipale diretta dal comandante vicario Commissario Giovanni Giardina.

L’attività di indagine è finalizzata a verificare il possesso dei requisiti delle strutture cittadine che ospitano anziani.

Si tratta di strutture che sono, a seconda dell’attività svolta definite case di accoglienza (se l’attività ricettiva è prettamente di ospitalità) e Cae di riposo per anziani (che per i requisiti richiesti sono di fatto simili  a RSA-residenze sanitarie assistenziali ).

La differenza tra le due strutture è sostanziale in quanto nelle seconde sono richieste caratteristiche strutturali e di personale sanitario tale da garantire l’assistenza di persone anziane anche non autosufficienti e con necessità di cure sanitarie di primo livello (ossia con patologie degenerative dovute all’età che portano alla necessità di una costante sorveglianza e assistenza ).

L’attività in corso da parte della polizia locale, effettuata attraverso controlli incrociati con i dipartimenti comunali e regionali e l’acquisizione di documentazione presso le strutture ricettive ha evidenziato che una quindicina di attività non sono iscritte all’elenco regionale o locale richiesto.

Il compito ora della polizia specialistica sarà quello di verificare il copioso incartato acquisito dal quale dovrà emergere se la mancata iscrizione sia dovuta a carenze di requisiti o documentali oppure a mere formalità burocratiche in atto presso gli uffici del dipartimento servizio alla persona e alle imprese. In quest’ultimo caso sarà richiesto il completamento celere dell’iter autorizzativo agli uffici mentre nel primo caso saranno valutate singolarmente le inadempienze con diffide alla regolamentazione laddove possibile e con richieste di inibizione dell’attività ove i requisiti posseduti non siano compatibili con l’attività svolta. In entrambi i casi si procederà con quanto previsto dall’articolo 86 del tulps in materia ricettiva e ai sensi della legge 287/91 e  D.L. 209/2006 in materia igiene e somministrazione alimenti.

Oltre a pesanti sanzioni che posso raggiungere anche i 10.000 euro si procederà all’avvio della sospensione della attività non escludendo altresì segnalazioni alla autorità giudiziaria per comprovate violazioni penali.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Case di riposo sotto la lente della polizia municipale, individuate 15 strutture “fantasma”

MessinaToday è in caricamento