I vigili del fuoco rendono omaggio al loro eroe, la caserma centrale intitolata a Bevacqua

Insignito della Croce di Guerra al Valor Militare per atti compiuti nel '42, è morto per un incidente durante una ispezione a bordo di una nave ormeggiata nel pontile della Raffineria di Milazzo. Il comandante Biffarella: “Un esempio da seguire che ci ricorda i pericoli della nostra attività”

Era il 12 ottobre 1969, a Milazzo. Il maresciallo Michele Bevacqua, insieme ad altri vigili del fuoco, stava eseguendo una ispezione a bordo di una nave ormeggiata nel pontile della Raffineria di Milazzo. Mentre si accingeva a scendere dalla nave, da una scaletta di corda, cadde nello specchio d'acqua sottostante e si procurò un trauma cranico. Per le avverse condizioni meteo marine non riuscì a salire nella banchina perché le onde del mare, con violenza e ripetutamente, lo scagliarono contro il pontile.  Soccorso e trasportato presso l'Ospedale, Bevacqua morì lungo il tragitto.

Una perdita insanabile per i vigili del fuoco che cinquant'anni fa hanno perso il loro eroe. A Bevacqua, è stata intitolata ieri la caserma della sede centrale del Comando provinciale dei vigili del fuoco di Messina dopo una cerimonia di commemorazione e la Messa nell’aula didattica dello stabile celebrata dal parroco della Parrocchia San Giacomo Maggiore, Monsignor Mario Di Pietro.

Il maresciallo, insignito della Croce di Guerra al Valor Militare “sul campo”,  si era già distinto per gli atti di valore compiuti dal 14 al 15 agosto 1942. Durante le operazioni di salvataggio di un Incrociatore colpito da offesa subacquea nemica si portava a bordo dell’unità sinistrata e partecipava con tenacia, perizia e non curanza del pericolo alle operazioni di spegnimento di un violento incendio, prodigandosi infaticabilmente per un giorno ed una notte nel suo compito finché ogni pericolo veniva scongiurato. 

“Spesso noi non valorizziamo a pieno nella nostra vita quanto il Signore ci dona ed è disposto a donarci - è stato il messaggio di monsignor Di Pietro a tutti i presenti nella Caserma - soprattutto la misericordia e il perdono”.

Alla cerimonia erano presenti i familiari del Maresciallo Bevacqua, il comandante Biffarella, l’associazione Nazionale vigili del fuoco in congedo e il personale operativo ed amministrativo del Comando.

Il comandante Biffarella è intervenuto nel discorso finale a ricordare la persona del Maresciallo: “Il maresciallo Bevacqua - ha detto - è per noi un eroe perché ci ricorda ancora una volta quanto sia pericoloso questo mestiere e di quanto ognuno di noi è disposto a dare fino all’estrema perdita della vita; e questo penso che sia insito dentro tutti coloro che fanno parte di questa amministrazione; lo spirito di abnegazione del maresciallo è un esempio da seguire nella nostra attività che ci espone in continuazione ai diversi pericoli; ricordiamo da poco i due agenti di polizia caduti anch’essi nell’adempimento del loro dovere; ognuno di noi può andare con il pensiero a quanti ci hanno lasciato in questi anni, persone fantastiche, e che purtroppo non ci sono più, come il maresciallo Bevacqua, anche se non l’ho conosciuto, ma mi unisco al dolore che hanno provato i suoi familiari quel giorno del 1969, pensando a cosa proverebbero i miei figli se mi dovesse accadere una cosa del genere; se ognuno di noi fa questa riflessione può capire quanto sia stato grande il dolore”. 

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