Cronaca

Cavallo sul caso Antoci:" Indagini corrette, nessun dubbio sulle morti di Granata e Todaro"

Il chiarimento del procuratore di Patti sull'attentato al presidente del Parco dei Nebrodi e sui decessi dei più fidati collaboratori del vice questore Daniele Manganaro

Al momento non c'è alcun motivo per riaprire le indagini sulle morti del sovrintendente Calogero Emilio Todaro e dell’assistente capo Tiziano Granata.

Lo ha ribadito il procuratore di Patti Angelo Cavallo, aprendo una inaspettata parentesi sul caso Antoci a margine della conferenza di stamane sugli arresti degli autori della rapina di Brolo

Granata, era l’autista di Manganaro la notte dell’agguato ad Antoci. Todaro fu invece tra i primi ad intervenire sul luogo del crimine, in qualità di responsabile della sezione di polizia giudiziaria del commissariato di Sant’Agata di Militello.

Un chiarimento che Cavallo ha considerato necessario dopo le sue dichiarazioni in commissione Antimafia. "Ribadisco - ha spiegato Cavallo -  che la Commissione considera la vicenda chiusa dopo le risposte della magistratura. I componenti dell'organo presieduto da Claudio Fava - hanno escluso il collegamento delle due morti con l'attentato Antoci. Entrambi i decessi, nonostante l'inquietante coincidenza, sono avvenuti per cause naturali".

Granata e Todaro, infatti, sono morti a distanza di un giorno l’uno dall’altro. Granata, il primo marzo 2018 per arresto cardiocircolatorio. Todaro, l’indomani, a seguito di una leucemia fulminante.

"Noi - ha ribadito Cavallo -  siamo pronti a riaprire le indagini in caso di spunti seri. Qualunque procuratore in presenza di punti nuovi riapre le indagini, ma in questo non ci son motivazioni per farlo. La stessa commissione non ha fatto altro che sentire le stesse persone ascoltate dalla magistratura". 

Il procuratore ha poi ribadito la correttezza delle indagini svolte sull'attentato al presidente del Parco dei Nebrodi. "Sul caso Antoci ribadisco con forza l'assoluta correttezza delle indagini, non sono d'accordo sulle critiche e sulle censure mosse. Per ben tre ore sono stato ascoltato,  ma evidentemente non sono stato capace di spiegarmi. Non posso entrare nello specifico, adesso spetta al procuratore di Messina". 
 

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