Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Caso untore, assolti i due medici che avevano curato la donna morta per Aids

A conclusione del processo è emerso il comportamento corretto dei due professionisti. Per la vicenda condannato il compagno che l'ha contagiata

Assolti i due medici del Policlinico che avevano curato l’avvocatessa 45enne morta di Aids non diagnosticato e finiti sott'accusa per la vicenda dell'untore.

Si tratta dell’ematologa Arianna D’Angelo e del reumatologo Aldo Molica Colella, inizialmente accusati di omicidio colposo.

Per “omicidio volontario” della donna è stato condannato a 22 anni di carcere il 58enne Luigi De Domenico che l’ha contagiata senza rivelare mai la sua sieropositività.

L’assoluzione decisa dal giudice del tribunale di Messina giudice monocratico Monica Marino per i due medici, difesi dagli avvocati Nicoletta Milicia e Andrea Pruiti Ciarello, era stata chiesta anche dal pm che sosteneva l’accusa, Pietro Vinci, a conclusione del processo in cui è emerso il comportamento corretto dei due sanitari che si erano occupati della donna durante nella prima fase della malattia all’ospedale Papardo e al Policlinico. La D'Angelo doveva rispondere di omessa diagnosi e il dottore Mollica Colella anche per aver prescritto senza prima diagnosticato la malattia immunosoppressiva che secondo la prospettazione accusatoria avrebbe peggiorato il quadro clinico. 

Perizie già in fase di incidente probatorio hanno dimostrato invece che il decesso non poteva essere stato causato dal ritardo per la somministrazione di cure specifiche.

Non dovranno rispondere dunque per il risarcimento del danno neppure i responsabili civili degli ospedali che erano stati chiamati in causa come responsabili civili dai legali che sostengono la famiglia della donna deceduta.

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