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Cronaca

Apri le scuole, chiudi le scuole: il rebus sul ritorno in aula fra ricorsi, note della Prefettura e zona arancione

Il sindaco in diretta facebook ha preso tempo in merito a una nuova ordinanza che, dopo la dichiarazione del comune di Messina in zona a rischio, potrebbe arrivare fra sabato e domenica. O forse no

Un caos burocratico in cui a rimetterci sono soltanto dirigenti scolastici, docenti e alunni. Sul banco degli imputati il susseguirsi di ordinanze, ricorsi, smentite e note chiarificatorie che nel corso degli ultimi giorni hanno gettato in confusione tutto il mondo della scuola, dove ormai a regnare è la discrezionalità dei dirigenti che in queste ore hanno deciso autonomamente sulla base dei dati dei contagi relativi a ciascun istituto come organizzare lo svolgimento dell'attività didattica, se in presenza o a distanza. 

Una cosa è certa: già da oggi le scuole hanno ripreso la loro attività più che a singhiozzo. Fra allievi in quarantena e docenti in isolamento, infatti, le lezioni sono andate deserte per la maggior parte degli istituti messinesi dove si è fatto ampio uso della didattica a distanza. 

E per domani venerdì 14 gennaio la situazione rischia di essere la stessa, se non peggiore. "Il 90% degli istituti svolgerà le lezioni in didattica a distanza", ha dichiarato l'assessore alla protezione civile Massimiliano Minutoli nel corso della diretta facebook serale dal Coc. E la restante parte, invece, ha già deciso di disertare le lezioni, sulla base di un passaparola organizzato dai rappresentanti degli studenti che non si sentono sicuri nel seguire le lezioni in presenza, a causa dell'assenza dei requisiti standard di sicurezza. 

Messina zona arancione fino al 26 gennaio insieme ad altri 57 comuni della provincia

Cosa chiedono gli alunni? "Secondo un comunicato della consulta provinciale - ha spiegato il sindaco Cateno De Luca - gli studenti delle scuole superiori richiedono screening di massa, dotazione da parte delle scuole di mascherine ffp2 e potenziamento dei trasporti". Misure richieste per salvare comunque le lezioni in presenza. "Ma noi avevamo disposto per voi una ordinanza che vi avrebbe tutelati veramente, perché sappiamo i rischi che correremo mandandovi in aula in presenza, eppure il nostro tentativo è stato ostacolato", ha commentato Cateno De Luca, riferendosi alla sua ordinanza

Ma dopo la sentenza del Tar su ricorso del comitato "Scuola in presenza", comunque il nodo del ritorno in aula non è ancora sciolto. Ad aggravare, adesso, la situazione ci sono una dichiarazione del presidente della regione che ha piazzato il comune di Messina in zona arancione e una nota del prefetto Cosima Di Stani al sindaco di Milazzo. Se la misura di didattica a distanza secondo il presidente Nello Musumeci sarebbe valida soltanto per le zone ad alta densità di contagio documentate dal parere delle aziende sanitarie locali, la Prefettura chiarisce che i sindaci possono emanare ordinanze di apertura e chiusura dei plessi soltanto in zona rossa

"Oggi il numero dei positivi nel comune di Messina, secondo quanto ci è stato comunicato dall'Ufficio per l'emergenza covid ha subito un incremento del 121% -  ha aggiunto ancora De Luca - Al netto dei ricorsi al Tar ci pronunceremo forse con nuova ordinanza fra sabato e domenica". Toccherà ai dirigenti organizzarsi domenica notte. O forse, a comandare, sarà ancora una volta il bollettino quotidiano dei contagi. 

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