Cronaca

Asp, direttore amministrativo assente da mesi: è giallo sull'istanza per rimuovere Catena Di Blasi

Tam tam di indiscrezioni sull'allontanamento di uno dei vertici dell'azienda ospedaliera. Un caso che si intreccia ai sospetti del sindaco denunciati in diretta facebook sulla gestione del personale da parte di Paolo La Paglia. Che sulla dottoressa Felicia Laquidara fa un passo indietro. Anzi due

Incarichi ad hoc e rimozioni punitive. Continuano a far discutere le mosse del direttore generale dell'Asp Paolo La Paglia sulle nomine interne all'azienda, dopo il passo indietro riguardo la dottoressa Felicia Laquidara, rimossa dal suo incarico al Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto per aver “agevolato” il servizio del Tg di Rai Uno su quello che è stato denominato “reparto fantasma” e reintegrata pochi giorni fa, il 15 gennaio.

A puntare il dito su quanto sta accadendo all'Asp, con particolare riferimento ad allontanamenti ai posti di vertice dell'azienda ospedaliera, è stato il primo cittadino Cateno De Luca che durante la diretta in cui ha confermato di volersi dimettere entro fine di gennaio, ha accusato La Paglia di voler rimuovere "figure scomode". 

Ma a chi faceva riferimento De Luca? Di certo, dopo l'atto d'accusa del sindaco, è tam tam sull'assenza della dottoressa Catena Di Blasi che non è attualmente in servizio come direttore amministrativo. Dovrebbe rientrare il 21 gennaio e attualmente, secondo la delibera del 26 maggio 2020, a fare le sue funzioni è il direttore generale Paolo La Paglia.

Secondo accreditate indiscrezioni per Di Blasi sarebbe pronta una istanza di decadenza. Il procedimento amministrativo per rimuovere la dirigente, nominata nel 2019, rientrebbe in quella riorganizzazione del personale voluta proprio da Paolo La Paglia che, interrogato sulla vicenda da MessinaToday, ha preferito non rispondere. Ad approvare le delibere, in sostituzione di Catena Di Blasi, è il direttore sanitario Dino Alagna. 

Il caso della dottoressa Felicia Laquidara 

A ricostruire intanto la vicenda di Felicia Laquidara è l'avvocato difensore Filippo Barbera. Il 18 novembre, dopo il servizio andato in onda al Tg, Paolo La Paglia ha chiesto maggiori informazioni sulle autorizzazioni della troupe televisiva che ha avuto accesso al "Cutroni Zodda". Poche ore dopo per la Laquidara, "che non aveva autorizzato l'ingresso di nessun giornalista", spiega l'avvocato difensore, arriva il provvedimento di trasferimento al presidio di Milazzo, seguito, il giorno dopo, da una nota in cui i direttori generale e sanitario dell'Asp, chiedono alla dottoressa di tenersi pronta a un eventuale trasferimento anche al presidio di Lipari.

Dopo la relazione della commissione ministeriale era emersa la necessità, infatti, di garantire un direttore di presidio anche sull'isola e lei avrebbe avuto il profilo lavorativo adatto per ricoprire quell'incarico. Già la decisione di essere trasferita a Milazzo è stata immediatamente contestata da Felicia Laquidara che ne ha richiesto la revoca. Il foglio di via per tornare a Barcellona, però, arriva il 15 gennaio. Un mese dopo l'ingresso al "Cutroni Zodda" della troupe di "Non è l'Arena". Fatto, questo, contestato ancora una volta dalla dottoressa Laquidara per capire le dinamiche del suo trasferimento a Barcellona per gli stessi motivi. 

Intanto il medico si trova in congedo per ragioni di assistenza ai familiari in condizione di handicap. "Esprimiamo soddisfazione per l'accoglimento delle nostre richieste", commenta l'avvocato Barbera. 

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