Cronaca

Montenegro lascia la Sicilia, il vescovo in vespa sempre al fianco degli ultimi

Messinese, ex presidente della Caritas, dal 2008 ad Agrigento dove ha rotto ogni schema e ogni distanza dalla gente. E' stato il cardinale della beatificazione del giudice Livatino e di importanti messaggi lanciati contro la mafia, il malaffare, l'abbandono del territorio. Andrà a Roma per ricoprire altri incarichi

"Vi lascio con l’augurio di essere Chiesa della Misericordia”. E' questo il saluto cardinale messinese don Franco Montenegro, oggi 75anni, ha rivolto ai fedeli di Agrigento presenti questa mattina per la Messa Crismale. L'ultima celebrazione del cardinale per raggiunti limiti di età.

Don Franco, aveva già iniziato a salutare le parrocchie del territorio in vista di questo doloroso addio dopo aver guidato per 13 anni la chiesa agrigentina e aveva a tutti lanciato un messaggio di speranza. Montenegro, ex presiente della Caritas, ha annunciato che il Papa - cui va rivolta la richiesta di dimissioni per raggiunti limiti d'età, richiesta già accettata nei giorni scorsi - gli ha chiesto di andare a Roma dove andrà a ricoprire altri incarichi.

La memoria di molti non può comunque non andare a questi 13 anni densissimi. Montenegro, arrivato ad Agrigento nel 2008 ha fin da subito rivoluzionato il messaggio comunicato dall'Arcidiocesi, rompendo ogni schema e ogni distanza dalla gente. E' stato il "vescovo in vespa" ma anche delle marce a difesa del centro storico (non si dimentichino le sue posizioni nette e molto scomode quando la politica aveva dimenticato il destino del cuore antico della città). E' stato certamente un simbolo nel complesso tema dell'immigrazione: è lui che ha accolto per una storica visita a Lampedusa Papa Francesco e ha in questi anni più volte preso posizione contro la tratta di esseri umani e le morti in mare.

VIDEO | Don Franco lascia la città: “Il mio cuore resta ad Agrigento”

E' stato il cardinale della beatificazione del giudice Rosario Livatino (per quanto la procedura fosse stata avviata da monsignor Ferraro), e di importanti messaggi lanciati contro la mafia, il malaffare, l'abbandono del territorio. Ha più volte denunciato, durante le proprie omelie, la grave situazione sociale della città parlando di abuso di alcolici, droga e povertà economica e spirituale. Una sensibilità verso gli ultimi e gli emarginati rafforzata dal suo ruolo in Caritas.

E' stata, a lungo, una voce "scomoda" ed importante nel dibattito pubblico cittadino, capace di risvegliare le coscienze troppo spesso intorpidite. 

Fonte: AgrigentoNotizie

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