Benefit chiude, Cristina Puglisi: “Una sconfitta per la città ma confidiamo nei messinesi”

La parola alla presidente di Invisibili Onlus e fondatrice del progetto nel 2017, che non si arrende all'idea che non ci sia più nulla da fare: "Chi può faccia"

Benefit via Croce Rossa

Il negozio “solidale” di via Croce Rossa dove non servivano soldi per prendere ciò che serviva  e che si alimentava solo di altruismo chiude i battenti. Stiamo parlando di Benefit che dopo il lungo lockdowm  non rialzerà le saracinesche, perché mancano le risorse necessarie per sostenere le spese di affitto . Ad annunciarlo Cristina Puglisi Rossitto, presidente di Invisibili Onlus e fondatrice del progetto nel 2017.

“Chiudere Benefit è una sconfitta terribile per la città – commenta Cristina Puglisi- noi abbiamo avuto il coraggio di portare avanti un nuovo welfare, in quanto Benefit è un armonizzatore per nuove povertà. Il paradosso è dover chiudere nel momento in cui avremmo  più bisogno di realtà come queste,  perché soprattutto da metà settembre all’emergenza sanitaria  si aggiungerà quella sociale che noi in questi mesi abbiamo toccato con mano”.

Con la chiusura di Benefit scompare quello che per anni è stato un punto di riferimento per la città, una realtà unica nel suo genere in cui trovare abiti stagionali uomo-donna e bambino divisi per fasce di età, per venire incontro alle esigenze di una povertà silenziosa quella fatta di famiglie che non arrivano a fine mese, di padri o madri che perdono il lavoro, che vivono nel precariato e non solo. Una situazione che mai come oggi accomuna una buona fetta della società soprattutto dopo la pandemia: “Il problema non è solo la chiusura di Benefit- aggiunge Cristina Puglisi- ciò che mi preoccupa è che oggi non si ha la consapevolezza di cosa sia la nuova povertà e di quanto venga sottovalutata la sua pericolosità”.

Ma che cosa si può fare per evitare che tutto questo finisca? “Serve una spazio che dia la possibilità a questo progetto di andare avanti- afferma la Puglisi- siamo disposti a pagare le utenze  ma non possiamo sostenere le spese di affitto”.

La rabbia dell’ideatrice di Benefit è che il progetto si dissolva nel silenzio non solo delle istituzioni ma anche dell’intera collettività: “Con l’amministrazione comunale c’è sempre stata una grande collaborazione soprattutto nell’emergenza Covid  in cui eravamo in prima linea, infatti  è prevista una donazione di 1000 euro per l’acquisto di beni di prima necessità per DonHaus, però non mi arrendo all’idea che non ci sia più nulla da fare per Benefit.   L’amministrazione non è riuscita a trovare un locale idoneo, l’ideale sarebbe trovarne uno  su strada  di circa 250 mq per avere negozio e magazzino. La speranza è una sola: chi può faccia. La collettività deve muoversi, c’è sempre qualcuno che può fare più degli altri”. In cantiere “Mai più ultimi”, al Satellite il Comune dovrebbe  mettere a disposizione una stanza da far usare a turno alle varie associazioni del territorio, ma una stanza sarebbe in ogni caso insufficiente per  ospitare Benefit  che aveva una sede fissa di 190 mq più un magazzino di 35 mq.

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 La chiusura di Benefit però non spegne la solidarietà e la voglia di fare. Gli Invisibili ormai attivi da circa 10 continuano nel progetto  DonHaus, al quale  durante l'emergenza  ha collaborato anche Fedel Ambiente,  impegnato nella distribuzione di beni di  prima necessita.  Il sogno Benefit però non può finire qui come sottolinea la Puglisi: “Metterò tutta la roba  in un magazzino e la conserverò  con l’idea e la consapevolezza di tirare fuori tutto non appena sarà possibile. Anche se la sede chiude i  legami umani restano immutati, perchè gli Invisibili  creano catene umane che restano nel tempo”. 
 

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